Amsterdam Coffee Shop: menù, prezzi, legge

Coffee shop ad Amsterdam: come funzionano? Quali sono i prezzi e i menù più gettonati? Scopriamo insieme BullDog, il coffee shop più famoso della città

Se Amsterdam è una meta turistica contemplata dalla maggior parte dei viaggiatori per la meraviglia dei suoi specchi d’acqua, lo è anche per le sue strade, e almeno una volta nella vita, visitare uno dei tanti coffee shop diventa una promessa tra amici, fatta di curiosità e voglia di sperimentare.

coffee shop sono frequentatissimi dalla gente del posto e dai turisti. Lo Stato ha indicato chiaramente quali sono i locali autorizzati, all’interno dei quali si possono consumare quantitativi modesti di droghe leggere, regolamentati dalla politica dei Paesi Bassi.

E’ tutto molto easy all’interno degli Amsterdam coffee shop! Si possono provare, consumare e confrontare gli effetti delle diverse droghe leggere, perciò lasciatevi guidare dai preziosi consigli dei venditori. Inoltre, nei locali si possono trovare tutti gli accessori adatti, per l’uso e il consumo della cannabis!

I menù più gettonati

Sui famosi menù coffee shop le portate principali sono le numerosissime tipologie di hashish e marijuana. Le informazioni che si trovano su questi menù sono utilissime per la scelta del prodotto, poiché ne differenziano la qualità e ne elencano i possibili sintomi. L’hashish e la marijuana non sono gli unici prodotti che si possono trovare all’interno di questi menù coffee shop. Troverete anche bevande e svariate tipologie di piatti.

Non potrete fare a meno di assaggiare un tipico piatto di questi locali, che vostra madre sicuramente mai vi preparerà: gli Hash Brownies. Questi tortini a base di marijuana sono tremendamente buoni e proprio per questo motivo un errore che non dovete commettere è quello di esagerare. Lo sbaglio commesso da quasi tutti è quello di abbuffarsi con questa succulenta pietanza trascurando però il fatto che la digestione, con successivi sintomi dovuti all’assimilazione di THC nello stomaco, comincia dopo almeno un’ora dall’ingerimento. Inoltre, si avverte preventivamente che gli effetti sono di gran lunga maggiori poiché il THC viene assimilato nel tratto gastrointestinale e non comunemente tramite l’apparato respiratorio.

I prezzi

Non si può certo dire che Amsterdam sia una città low cost. Ma d’altronde c’era da aspettarselo! Entrando nel dettaglio, all’interno dei coffee shop i prezzi variano a seconda della qualità del prodotto che andrete a comprare. Solitamente partono tutti da una spesa minima di 10 – 15 Euro al grammo;diversamente se cercate qualche articolo più raro e rinomato dovrete sborsare dai 25 – 30 Euro al grammo, sino ad arrivare ad un massimo di 60 Euro al grammo per i prodotti Top Quality!

Cosa dice la legge sui Coffee Shop?

Secondo la legge sui Coffee shop ad Amsterdam possono essere venduti giornalmente solo 5 grammi a persona ed è vietato di visitare più di 6 coffee shop. In poche parole la città concede un totale di 30 grammi procapite giornaliere. Se la vostra fantasia vuole spingersi oltre, dimenticate i funghetti allucinogeni, in quanto dichiarati ormai fuorilegge!

Piccola nota politica: nel 2012 una legge ha limitato l’ingresso nei coffee shopai soli olandesi, in alcune regioni a sud del paese. Tale legge avrebbe dovuto espandersi in tutti i Paesi Bassi ma, sempre nello stesso anno si decise di lasciare autonoma la scelta alle amministrazioni locali se rendere tutto effettivo o meno.

Mappa dei Coffe Shop

coffee shop sono ben distribuiti in quasi tutta la città: al centro di Amsterdam ne troverete concentrati in una maggiore quantità; utile però è fare qualche distinzione. La maggior parte dei coffe shop, presenti nella zona a Luci Rosse della città, sono senza ombra di dubbio i più anonimi, sconsigliati ed economici. Uscendo al di fuori della zona di Amsterdam non potrete non visitare quelli che sono i più famosi e storici coffee shopBullDog, Dutch Flower, Barney’s, Green House e Dampkring. Questi sono solo alcuni tra i più famosi, ma meritano di essere menzionati, per via dei loro servizi, per l’ottima qualità e per il punto strategico in cui si trovano, se non tutte e tre le cose insieme. Quasi tutti fanno orario continuato dalle 9.00 al’1.00 di notte, eccetto il sabato, mentre qualcuno rimane aperto fino alle 3.

BullDog: il Coffee Shop più famoso

BullDog è il più storico e famoso Coffee Shop Amsterdam, proprio per questo motivo merita un approfondimento, senza però nulla togliere a tutti gli altri. Vi farà piacere sapere che questo è uno dei coffee shop più frequentati dai turisti italiani. E’ facilmente riconoscibile per via del suo famoso logo raffigurante un mastino con il collare borchiato, diventato il simbolo di una moltitudine di oggetti di merchandising e souvenir. Sarà sicuramente una tappa piacevole del vostro viaggio, anche per la vostra vista, considerando che è situato in uno dei più caratteristici quartieri di Amsterdam, ed è uno dei pochi ad avere dei posti a sedere esterni con un bellissimo panorama.

Altri coffee shop

Esistono 4 coffee shop differenti ognuno con le sue specialità e caratteristiche: Palace, Rockshop, Lounge ed Energy. BullDog ha una vera è propria catena di negozi distribuita in varie zone della città, sicuramente una tra le differenti versioni rispecchierà i vostri standard!

Non vi resta che mettervi in viaggio e andare a constatare con i vostri occhi. Amsterdam, da tutti conosciuta anche come la Venezia olandese, ha da sempre avuto questo fascino libertino, facendo vivere un’esperienza unica ed indimenticabile a tutti coloro che hanno voluto visitarla.

Come Amsterdam è diventata la capitale mondiale della bici

Chiunque abbia mai provato ad avventurarsi nel centro di Amsterdam in auto lo sa bene: la città è proprietà dei ciclisti. Pedalano a sciami nel traffico, spesso ignorano il codice della strada, non rispettano le precedenze, ma nonostante tutto rendono gli automobilisti impotenti grazie al loro alto numero.

I ciclisti contano, ad Amsterdam, e nel tempo sono state prese misure sempre più importanti per accoglierli: la città è servita da una fitta rete di piste e corsie ciclabili, sicure, scorrevoli e frequentate da tutti, dai bambini agli anziani, che utilizzano la bicicletta come principale mezzo di trasporto. Una caratteristica, questa, non solo della capitale ma di tutte le città olandesi.

Gli stessi olandesi, soprattutto i più giovani, danno tutto questo per scontato, e credono che le piste ciclabili in Olanda siano esistite da sempre ma, come scritto in altre circostanze, non andò proprio così. Tra gli anni ’50 e ’60 ad esempio le automobili cominciarono a diffondersi molto e i ciclisti olandesi vennero relegati e videro ridurre i loro spazi. Solo grazie all’attivismo e ad una serie di circostanze le cose cambiarono e oggi Amsterdam è diventata la capitale mondiale del ciclismo urbano. Dopo la fine Seconda Guerra Mondiale, con la ripresa economica molti olandesi potevano permettersi un’auto e alcuni politici olandesi poco lungimiranti, mentre l’uso della bici diminuiva del 6% ogni anno, ipotizzavano addirittura che entro qualche anno le bici sarebbero dovute scomparire dalle città: per questo interi quartieri vennero rasi al suolo per costruire strade e favorire il traffico motorizzato.
Gli effetti negativi della diffusione dell’auto non tardarono ad arrivare, in primo luogo con l’aumento degli incidenti stradali, che alcuni anni più tardi, nel 1971, provocarono 3.300 morti di cui 400 bambini. Questi numeri sconcertanti non lasciarono la popolazione indifferente, che si indignò e organizzò numerose manifestazioni di protesta. Tra i gruppi di azione più attivi figurava “Stop de Kindermoord” (Stop alla strage dei bambini), fondata dall’ex deputato olandese Maartje van Putten.

Il 1970 fu un anno molto importante per le proteste per la sicurezza stradale in Olanda: gli episodi di disobbedienza civile erano all’ordine del giorno, “Stop de Kindermoord”raccoglieva sempre maggiori adesioni , aumentarono le manifestazioni e vennero organizzate delle giornate durante le quali venivano interdette per permettere ai bambini di giocare. “Portavamo in strada tavoli e sedie e organizzavamo grandi cene, e la cosa divertente è che la polizia ci aiutava”.

Maartje van Putten ricorda gli anni ’70 come un periodo in cui la politica olandese era disposta ad ascoltare le richieste dei cittadini e quella volta non fu diverso. “Siamo andati a casa del primo ministro Joop den Uyl, a prendere un tè e a parlare del problema degli incidenti stradali, e loro hanno ascoltato sinceramente cosa avevamo da dire. Un’altra volta abbiamo organizzato una pedalata sotto la sua casa cantando e chiedendo strade più sicure per i bambini”.

Stop de Kindermoord viene quindi riconosciuta dal governo olandese e sovvenzionata, ottiene un ufficio nei locali di un ex negozio e il coinvolgimento nella pianificazione e sviluppo della mobilità urbana. Una delle idee sviluppate di lì a pochi anni fu il woonerf, un nuovo tipo di quartiere altamente vivibile, dove pedoni e ciclisti hanno la precedenza e sono adottati una serie di accorgimenti per ridurre al minimo la velocità delle auto. Due anni dopo la fondazione di Stop de Kindermoord, venne istituita la First Only Real Dutch Cyclists’ Union, che chiedeva anch’essa maggiore spazio in strada per le biciclette. Questa associazione fu molto attiva nell’organizzare manifestazioni in bici lungo i tratti di strada più pericolosi e nella realizzazione di indagini sulle abitudini e i problemi dei ciclisti.

Oggi l’Olanda vanta una rete di circa 35 mila chilometri di piste ciclabili, ad Amsterdam circa il 38% degli spostamenti avviene in bici e a Groeningen questa quota arriva al 59%. La mobilità ciclistica è molto considerata dalle amministrazioni comunali e ci sono professionisti che vi lavorano quotidianamente, la rete ciclabile è ben manutenuta e negli ultimi anni si stanno diffondendo anche le bici elettriche, in particolare tra gli anziani. 

La Cyclists’ Union esiste ancora oggi ma è passata dall’essere un nutrito gruppo di attivisti ad un’associazione di riferimento con 34 mila membri ed uno staff della cui esperienza si avvalgono amministrazioni di tutto il mondo.

“Abbiamo fatto molto ma siamo pronti per affrontare nuove sfide, – spiega Wim Bot, portavoce dell’associazione – molte piste ciclabili di vecchia generazione hanno bisogno di essere rifatte completamente secondo gli standard moderni, alcune sono così frequentate che cominciano ad essere di portata insufficiente. C’è il problema dei parcheggi, che scarseggiano, e degli spazi per ciclisti e pedoni che dovrebbero essere espansi ulteriormente, bisogna ripensare la città e diminuire il traffico che è ancora eccessivo”. 

“La battaglia continua – dice Tom Godefrooij – la propensione di molti urbanisti a progettare le città dando la priorità alle auto è ancora persistente. Abbiamo fatto molta strada ma non possiamo abbassare la guardia.”

Differenze tra Olanda e Paesi Bassi

L’Olanda in realtà è solo una regione, situata sulla costa occidentale del paese.
I conti d’Olanda furono al comando di quella che oggi è l’Olanda settentrionale e meridionale per diversi secoli. Da allora, fino ai giorni nostri, sono rimasti la regione più potente del piccolo paese.

Il nome Netherlands – Paesi Bassi in olandese – è stato creato “recentemente” dopo la sconfitta di Napoleone nel XIX secolo. Nonostante la creazione del nuovo nome, l’Olanda rimase il nome preferito e più frequente.

Il Telegraph spiega che la portavoce del Ministero degli Esteri ha detto che il nuovo nome “mira a modernizzare l’immagine del paese e presentarlo come aperto, inventivo e inclusivo. Ciò che è rilevante per questo accordo”, ha aggiunto, “è che è stato concordato di comune accordo tra il governo, l’Ufficio del turismo e molte organizzazioni private come la Confindustria.

Si spera, inoltre, che questa nuova immagine incoraggerà i turisti non solo a visitare Amsterdam, ormai saturata di visitatori. Nel maggio di quest’anno, l’Ufficio del Turismo ha paralizzato la promozione di Amsterdam sostenendo che attrae troppi turisti e che l’Olanda ha bisogno di espandere il turismo anche al resto delle città.

Volendam, Marken e i mulini a vento di Zaanse Schans

Volendam, Marken e Zaanse Schans sono le gite di un giorno più comuni per i turisti in visita ad Amsterdam, per uno spaccato delle tradizioni olandesi. Dopo aver trascorso dell’ottimo tempo alla scoperta di Amsterdam, fra i suoi canali e i suoi caffè, potreste aver voglia di avventurarvi un po’ fuori dal centro della città e scoprire quello che i dintorni di Amsterdam hanno da offrire. Le gite di un giorno, con partenza dalla capitale dei Paesi Bassi, sono molto gratificanti e affascinanti. Quello che si propone di seguito sono tre mete che portano alla scoperta della campagna olandese, che appare magicamente a soli 15 minuti di autobus dal centro di Amsterdam. E’ un territorio caratterizzato da un gruppo di piccoli paesini che sorgono sulle rive del fiume IJsselmeer, che conservano un’atmosfera magica tra canali e mulini a vento. Vediamo quali sono quelle da non perdere per una gita di un giorno.

Zaanse Schans Un’altra destinazione che si può scegliere di visitare, sempre non lontano dal centro di Amsterdam, è Zaanse Schans. Questa località altro non è che un museo all’aperto, composto da un piccolo parco al cui interno si trovano otto mulini a vento. Non tutti i giorni è consentito l’ingresso ai mulini, per cui occorre visitare il sito web di Zaanse Schans, per avere informazioni sull’apertura, oppure prendere parte ad un’escursione guidata, in modo da avere la certezza di entrare. All’interno del parco vi è anche una sala di degustazione di jenever, un ristorante di Pannenkoeken e un produttore di formaggi. Il percorso si adatta ad essere intrapreso sia a piedi che in bicicletta. È anche possibile prendere un traghetto che circumnaviga l’intera area, offrendo un’ottima vista dal mare.

Piazza Dam

Piazza Dam è la piazza più importante della capitale olandese

Abbiamo parlato dell’importanza di Leidseplein e del Joordan ma il cuore di Amsterdam è senza dubbio Piazza Dam. È qui, infatti, che sono concentrate alcune delle principali attrazioni turistiche come il Palazzo Reale (Koninklijk Paleis) e la Chiesa Nuova (Niewe Kerke) che, a dispetto del nome, in realtà risale al XIV secolo. Al centro della piazza, poi, c’è il Nationaal Monument (o Nationaal Monument op de Dam), un obelisco alto 22 metri a ricordo delle vittime della seconda guerra mondiale. La scultura negli anni ’60 del secolo scorso divenne uno dei luoghi di aggregazione preferiti dagli hippies che sempre più numerosi si riversavano in città da ogni parte d’Europa e anche da oltreoceano. A un certo punto, però, fu necessario prendere dei provvedimenti per evitare il bivacco, restituendo in questo modo la piazza alla libera fruizione di residenti e turisti. Turisti che possono utilizzare Piazza Dam come punto di riferimento per muoversi in ogni altra parte della città anche se, va detto, la sua centralità negli anni ha determinato un aumento tariffario delle strutture ricettive presenti. Da Piazza Dam è possibile raggiungere in pochi minuti il Quartiere a Luci Rosse, come pure il Begijnhof, famosissima attrattiva cittadina.

Vondelpark

Nonostante le origini borghesi (l’area fu progettata nel 1864 grazie alla generosità di un gruppo di cittadini, desiderosi di regalare al popolo un polmone verde in centro-città), Vondelpark è assurto alla ribalta mediatica quasi cent’anni dopo. Negli anni ’60 del secolo scorso, infatti, i circa 45 ettari del parco furono progressivamente occupati da migliaia di hippy provenienti da ogni angolo d’Europa e, in molti casi, anche da oltreoceano. Come abbiamo ricordato in apertura, la circostanza ha cambiato in profondità usi e costumi della città. L’ondata alternativa ha messo radici, anche se le autorità pubbliche hanno saputo limarne gli aspetti più problematici sia sotto il profilo sociale che per quel che riguarda l’ordine pubblico. Per esempio, attorno la metà degli anni ’70, il parco venne sgomberato e restituito alla piena fruizione di residenti e turisti che, specie durante i mesi estivi, amano trascorrere qui le ore di tempo libero a disposizione. Ci sono aree attrezzate per il gioco dei bambini; ci sono bar-cafè dove consumare qualcosa in compagnia; ci sono tre palcoscenici per la rappresentazione di spettacoli all’aperto; e infine ci sono migliaia di pappagalli. Sì avete letto bene. Gli alberi del Vondelpark sono invasi da “parrocchetti dal collare”, specie asiatica di pappagallo molto diffusa come animale domestico. Pur creando diversi problemi al resto della fauna, gli animali sono diventati un’attrazione turistica, specie sul far della sera quando danno vita a rumorosi concerti.

Amstel (fiume)

L’Amstel è un fiume, lungo 31 km, che scorre tra la provincia dell’Olanda Meridionale (Zuid-Holland) e quella dell’Olanda Settentrionale (Noord-Holland) (Paesi Bassi) e attraversa la città di Amsterdam, a cui ha dato anche il nome (Amstel + damdiga”). Il fiume ha la sua origine dall’incontro del canale Drecht con l’Aarkanaal, a Nieuwveen (nel comune di NieuwkoopZuid-Holland) e sfocia nell’ex- baia di IJ, ad Amsterdam. In origine, ovvero prima della costruzione del canale Amstel-Drecht, il fiume nasceva dalla confluenza dei fiumi Drecht e Kromme Mijdrecht, a sud di Uithoorn. Il nome Amstel deriva dall’antico olandeseAeme stelle, vale a dire “luogo abbondante di acqua”.

Canali di Amsterdam

La città di Amsterdam, capitale dei Paesi Bassi, è costruita su una rete di canali artificiali (in olandesegrachten) lunga più di cento chilometri, circa 90 isole e 1.500 ponti. I tre canali principali, HerengrachtPrinsengracht e Keizersgracht, scavati nel XVII secolo, durante il Secolo d’oro olandese, formano cinture concentriche intorno alla città, dette Grachtengordel. Lungo i canali si trovano 1550 edifici monumentali. L’area compresa nella cintura di canali del XVII secolo all’interno del Singelgracht, che comprende il Prinsengracht, Keizersgracht, Herengracht e Jordaan, è inserita nella lista dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

Gran parte del sistema di canali di Amsterdam è l’esito positivo del piano urbanistico. Nella prima parte del XVII secolo, con l’immigrazione in aumento, un piano globale è stato messo insieme, chiudendo i quattro principali, semicerchi concentrici di canali con le loro estremità appoggiate sulla baia IJ. Conosciuta come la “grachtengordel” , e tre dei canali sono per lo più per lo sviluppo residenziale (Herengracht o ‘’Canal dei Patrizi’’ ; Keizersgracht o ‘’Canale dell’Imperatore’’; e Prinsengracht o ‘’Canale del Principe’’), ed un quarto, canale esterno, Singelgracht, per finalità di difesa e di gestione delle risorse idriche. Il piano prevedeva inoltre l’interconnessione dei canali lungo raggio; una serie di canali paralleli nel quartiere Jordaan (soprattutto per il trasporto delle merci, per esempio, la birra); la conversione di un già esistente ed interno canale perimetrale (Singel) da uno scopo difensivo ad uno sviluppo residenziale e commerciale; e più di cento ponti. Lo scopo difensivo del Nassau/Stadhouderskade era costituito da un fossato e da argini, con porte nei punti di transito, ma comunque senza sovrastrutture in muratura.

La costruzione procedeva da ovest a est, in tutta la larghezza del progetto, come un gigantesco tergicristallo come lo chiamava lo storico Geert Mak – non dal centro verso l’esterno come sostiene un mito popolare. La costruzione del settore nord-occidentale è stato avviato nel 1613 e fu terminata intorno al 1625. Dopo il 1664, è stata avviata la costruzione nel settore meridionale, anche se lentamente a causa di una depressione economica. La parte orientale del piano per il canale concentrico, che copre l’area tra il fiume Amstel e la baia IJ, non è stato sviluppato per lungo tempo. Nei secoli successivi, la terra è andata in gran parte per il parco, il giardino botanico, case di riposo, teatri e altre strutture pubbliche – e per vie d’acqua senza molta progettazione. Diverse parti della città e dell’area urbana sono polder, riconoscibili dal loro suffisso -meer, che significa ‘lago’, come AalsmeerBijlmermeerHaarlemmermeer, e Watergraafsmeer.

Van Gogh Museum

Il Van Gogh Museum è un museo statale (Rijksmuseum) situato ad Amsterdam, nei Paesi Bassi che possiede la più grande collezione di opere del pittore olandese Vincent van Gogh. Il museo Van Gogh è costituito da due edifici interconnessi: l’edificio principale, progettato da Gerrit Rietveld e aperto nel 1973, e l’ala nuova, progettata dall’architetto Kishō Kurokawa, i cui lavori sono stati completati nel 1999. Il 5 settembre 2015 sono terminati i lavori per una nuova moderna entrata al museo, pratica per collegare i due noti musei adiacenti del Rijksmuseum e Stedelijk Museum.

Il 7 dicembre 2002 due celebri dipinti dell’artista vennero rubati dal museo. Il furto avvenne poco prima delle 8 del mattino. Il ladro (o i ladri) si è calato dal tetto e ha asportato le tele intitolate Una congregazione lascia la chiesa riformata di Nuenen del 1885 e La spiaggia di Scheveningen prima di una tempesta del 1882. Le due opere sono rispettivamente di un formato 41 per 32 centimetri e 34 per 51. Le tele sono state ritrovate 14 anni dopo, il 30 settembre 2016, in seguito ad una perquisizione dalla Guardia di Finanza italiana nel corso di un’operazione contro un gruppo di narcotrafficanti in affari con il clan camorristico degli Amato-Pagano, i cosiddetti scissionisti attivi nelle zone di Secondigliano e Scampia (Napoli). I dipinti erano custoditi nella cassaforte di uno degli arrestati e sono considerati di valore inestimabile.

Le opere maggiori

Vincent