Coronavirus in Olanda

Olanda. Il contagio da coronavirus avanza in tutto il mondo e i diversi stati prendono i loro provvedimenti. In Olanda il numero dei contagiati in sole 24 ore è passato da 176 a 1135 con circa 20 decessi.

Il governo del premier Mark Rutte inizialmente restio a procedere con misure fortemente restrittive ha deciso di cambiare strategia e, nel tentativo di contenere la diffusione del Covid-19, ha deciso di chiude scuole, bar, ristoranti, palestre, club sportivi, saune, sexy shop e coffee shop.

“Sono certo che queste non sono le ultime misure che prenderemo” – ha commentato il ministro al Welfare, Bruno Buins.

Il gabinetto del premier infatti, sta lavorando a una serie di misure per aiutare gli imprenditori in difficoltà che vanno dalla riduzione degli orari di lavoro a prestiti agevolati.

Come sottolineano i media locali, un provvedimento del genere non veniva preso da ben 47 anni.

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Ma come stanno vivendo questa situazione gli olandesi e gli italiani che vivono in Olanda?

“Il provvedimento principale, quello più atteso, e cioè quello di chiudere le scuole è arrivato dopo almeno una settimana di tentennamenti – ci racconta Diego, ingegnere presso l’agenzia spaziale europea a Noordwijk – anche se nella settimana scorsa c’era già stata una prima stretta con l’invito alle persone a lavorare da casa con il telelavoro ed il divieto di assembramenti di eventi con più di 100 persone”.

“Per noi stranieri, noi italiani in particolare – aggiunge ancora Diego –  già dalla settimana scorsa, parlando poi con i nostri amici e familiari di quello che sta succedendo, forse c’è un po’ di paura in più rispetto agli olandesi che sembravano ignorare la situazione. Poi negli ultimi giorni, parlando anche con gli amici qui ci siamo domandati ‘perché non chiudono le scuole, etc’, che poi è la misura che fa la differenza perché cambia la vita di tutti nel privato e socialmente”.

Alla ricerca di un farmaco

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Diverse fotografie che stanno rimbalzando sui media di tutto il mondo, ritraggono lunghe file fuori dai coffee shop per cannabis prima della chiusura di questi esercizi (fino al 6 aprile prossimo).

E la situazione nei supermercati? Vengono rispettate tutte le misure di sicurezza?

Per il momento, ci racconta ancora Diego, “non è così o almeno non è ancora così. Nei negozi, nei supermercati l’ingresso non è contingentato. Ieri, per dire, dovevo passare tra le corsie in mezzo alle persone, ma non sappiamo se poi verranno introdotte misure del genere. I supermercati sono un po’ presi d’assalto per generi di prima necessità: farina non se ne trova, carta igienica uguale, sapone, paracetamolo e patatine fritte”.

Sempre dall’Olanda però arriva una speranza.

Un gruppo di 10 ricercatori dell’Erasmus University Mediacal Center di Rotterdam e dell’Utrecht University sembrano aver individuato un farmaco, pronto per essere testato, che potrebbe essere un’arma terapeutica contro il coronavirus.

Si tratta di un anticorpo monoclonale, il 47D11, specializzato nel riconoscere la proteina che il virus utilizza per aggredire le cellule respiratorie umane

L’anticorpo monoclonale 47D11 sembra essere in grado di attaccare il virus e potrebbe essere il primo farmaco al mondo specializzato nel rilevare e prevenire l’infezione.

La ricerca, è stata pubblicata sul sito BioRxiv dal gruppo dell’Università olandese di Utrecht guidato da Chunyan Wang.

In un’intervista alla Bbc, i ricercatori hanno precisato che serviranno ancora dei mesi prima che il farmaco sia disponibile perché dovrà essere sperimentato per avere risposte su sicurezza ed efficacia.

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