5 cose da provare nella «nuova» Amsterdam

Ci siamo messi a caccia delle novità nella capitale olandese: e abbiamo trovato musei, quartieri, quartieri, ristoranti e hotel.

Si dice che se non hai visto un tulipano, non hai visto Amsterdam. Forse è tempo di aggiornare la frase. La capitale delle stradine, delle case oblique e dei mille canali, sta vivendo un piccolo rinascimento, grazie al quale si sta togliendo di dosso l’immagine della cittadina meta solo per comitive in cerca di trasgressioni.

Negli ultimi anni infatti, tra i suoi quartieri sono sorti ristoranti sempre più raffinati, bar più ricercati e alberghi attenti a una clientela più esigente. Come il nuovo NH Collection Amsterdam Flower Market, in cui siamo stati ospiti per un weekend alla scoperta delle cose da fare in città, una volta che si è fatto tutto quello che si doveva fare in città.

E così, dopo una gita in barca nei canali, una passeggiata nei quartieri di Jordaan e Nove Stradine, una visita al mercato dei fiori e ai musei di Van Gogh e al Rijksmuseum, abbiamo provato alcuni nuovi ristoranti, e un museo tutto particolare.

In vacanza ad Amsterdam? Sposate un abitante (dura solo un giorno)

Happy romantic young couple celebrating their marriage. Lovely wedding tourist couple walking on the city street.

Un matrimonio (finto) con tanto di abito e anelli, per trascorrere la luna di miele in città, con chi la conosce, e fuori dalle rotte più turistiche.

Con 19milioni di arrivi nell’ultimo anno Amsterdam ha battuto un nuovo record: resta una delle città più visitate d’Europa. Non ha bisogno di più turisti ma, come succede a tante mete mainstream, inevitabilmente i visitatori si concentrano negli stessi luoghi.  D’altronde, come fare per  non visitare icone con il Van Gogh Museum, la casa di Anna Frank, i canali intorno a piazza Dam? Ma c’è molto di più, e ora per scoprirlo si può anche sposare (per finta) un suo abitante per un giorno.

IL TOUR
L’iniziativa si chiama Marry an Amsterdammer for a day: è un matrimonio senza alcun valore legale, ma ad altissimo valore simbolico, ed è un modo unico per visitare la città. Si fa una cerimonia con tanto di abito e di anelli, e poi comincia subito la «luna di miele» e per un giorno intero ci si fa guidare dallo sposo o dalla sposa in quei posti di Amsterdam dove i turisti non vanno mai. Così, ad esempio, si può andare nei parchi preferiti dai cittadini per fare un pic nic, nei locali dove si incontra la gente del posto, nelle botteghe di artisti per vederli all’opera, o anche lavorare con loro partecipando a laboratori di riciclo, o mettersi insieme a fare un orto, piantare alberi. Ogni volta un’esperienza diversa, a seconda del matrimonio che vi capita di provare, ma sempre autentica.

IL PROGETTO
L’idea è dell’Untourist Movement di Amsterdam, nuova community che in città raggruppa oltre 200 attori tra imprenditori sociali, no profit, guide alternative e hotel che ha appena lanciato il sito Untourist Guide per promuovere un turismo consapevole proponendo varie attività per scoprire la città in modo autentico e divertente. Marry an Amsterdammer for a day è una delle tante, ma per la sua originalità è quella che ha riscosso più successo, tanto che per provare – anche se si paga (costa 100 euro) –bisogna mostrare di essere realmente motivati: lo spiegano chiaramente nell’annuncio e mettono anche in chiaro che no, non sono un’agenzia di dating, e che questi finti matrimoni non sono incontri galanti. Insomma: no (turisti) perditempo.

Coronavirus Olanda, chiudono i coffee shop. Lunghe code per fare scorta di cannabis

Dopo l’annuncio del governo di chiudere per tre settimane i negozi di cannabis contro la diffusione del covid-19, decine di olandesi si sono riversati davanti a questi esercizi per assicurarsene un quantitativo prima del lockdown generale 

Lunghe file ai coffee shop in Olanda per fare scorte di cannabis prima della chiusura di questi esercizi. Serrande abbassate, infatti, fino al prossimo 6 aprile per tutti questi negozi, così come per bar e ristoranti, palestre, club sportivi, saune e sexy shop. Un provvedimento del genere non veniva preso da 47 anni.

I provvedimenti del governo

Ad annunciare i provvedimenti è stato il ministro al Welfare, Bruno Bruins, durante una conferenza stampa televisiva. “Sono certo che queste non sono le ultime misure che prenderemo”, ha anche affermato. Il gabinetto del premier Mark Rutte sta ora lavorando a una serie di misure per aiutare gli imprenditori in difficoltà che vanno dalla riduzione degli orari di lavoro a prestiti agevolati.

20 morti e oltre 1000 contagi

Il numero di decessi per il coronavirus nei Paesi Bassi è salito a 20 mentre i contagi sono aumentati da 176 a 1135. Lo riportano i media locali citando l’Istituto nazionale per la salute pubblica e l’ambiente

 Tutti fila per le scorte. Non di mascherine e nemmeno di carta igienica o pasta. In Olanda le code oggi pomeriggio si sono create ai coffee shop per acquistare cannabis prima della chiusura di questi esercizi, decisa dalle 18 di oggi fino al 6 aprile prossimo. Così ha decretato il governo per gestire l’emergenza coronavirus.

La gente si è precipitata in strada perché la decisione del governo è stata improvvisa. Alcune caffetterie sono dovute restare aperte oltre l’orario, altre sono state rigorose. Hanno lasciato decide di persone fuori. Un uomo è stato arrestato perché ha cominciato a tossire provocatoriamente per disperdere gli altri in coda davanti un cofee shop a Den Bosch.
Nel quadro delle misure annunciate per arginare il contagio da coronavirus, il governo dell’Aja – secondo quanto si legge in una nota ufficiale – ha deciso che almeno fino al primo lunedì di aprile non riapriranno neanche le scuole di ogni ordine e grado e gli asili nido. Stessa sorte toccherà anche ai bar e ristoranti, così come le palestre, le saune e i sexy shop.

Coronavirus in Olanda

Olanda. Il contagio da coronavirus avanza in tutto il mondo e i diversi stati prendono i loro provvedimenti. In Olanda il numero dei contagiati in sole 24 ore è passato da 176 a 1135 con circa 20 decessi.

Il governo del premier Mark Rutte inizialmente restio a procedere con misure fortemente restrittive ha deciso di cambiare strategia e, nel tentativo di contenere la diffusione del Covid-19, ha deciso di chiude scuole, bar, ristoranti, palestre, club sportivi, saune, sexy shop e coffee shop.

“Sono certo che queste non sono le ultime misure che prenderemo” – ha commentato il ministro al Welfare, Bruno Buins.

Il gabinetto del premier infatti, sta lavorando a una serie di misure per aiutare gli imprenditori in difficoltà che vanno dalla riduzione degli orari di lavoro a prestiti agevolati.

Come sottolineano i media locali, un provvedimento del genere non veniva preso da ben 47 anni.

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Ma come stanno vivendo questa situazione gli olandesi e gli italiani che vivono in Olanda?

“Il provvedimento principale, quello più atteso, e cioè quello di chiudere le scuole è arrivato dopo almeno una settimana di tentennamenti – ci racconta Diego, ingegnere presso l’agenzia spaziale europea a Noordwijk – anche se nella settimana scorsa c’era già stata una prima stretta con l’invito alle persone a lavorare da casa con il telelavoro ed il divieto di assembramenti di eventi con più di 100 persone”.

“Per noi stranieri, noi italiani in particolare – aggiunge ancora Diego –  già dalla settimana scorsa, parlando poi con i nostri amici e familiari di quello che sta succedendo, forse c’è un po’ di paura in più rispetto agli olandesi che sembravano ignorare la situazione. Poi negli ultimi giorni, parlando anche con gli amici qui ci siamo domandati ‘perché non chiudono le scuole, etc’, che poi è la misura che fa la differenza perché cambia la vita di tutti nel privato e socialmente”.

Alla ricerca di un farmaco

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Diverse fotografie che stanno rimbalzando sui media di tutto il mondo, ritraggono lunghe file fuori dai coffee shop per cannabis prima della chiusura di questi esercizi (fino al 6 aprile prossimo).

E la situazione nei supermercati? Vengono rispettate tutte le misure di sicurezza?

Per il momento, ci racconta ancora Diego, “non è così o almeno non è ancora così. Nei negozi, nei supermercati l’ingresso non è contingentato. Ieri, per dire, dovevo passare tra le corsie in mezzo alle persone, ma non sappiamo se poi verranno introdotte misure del genere. I supermercati sono un po’ presi d’assalto per generi di prima necessità: farina non se ne trova, carta igienica uguale, sapone, paracetamolo e patatine fritte”.

Sempre dall’Olanda però arriva una speranza.

Un gruppo di 10 ricercatori dell’Erasmus University Mediacal Center di Rotterdam e dell’Utrecht University sembrano aver individuato un farmaco, pronto per essere testato, che potrebbe essere un’arma terapeutica contro il coronavirus.

Si tratta di un anticorpo monoclonale, il 47D11, specializzato nel riconoscere la proteina che il virus utilizza per aggredire le cellule respiratorie umane

L’anticorpo monoclonale 47D11 sembra essere in grado di attaccare il virus e potrebbe essere il primo farmaco al mondo specializzato nel rilevare e prevenire l’infezione.

La ricerca, è stata pubblicata sul sito BioRxiv dal gruppo dell’Università olandese di Utrecht guidato da Chunyan Wang.

In un’intervista alla Bbc, i ricercatori hanno precisato che serviranno ancora dei mesi prima che il farmaco sia disponibile perché dovrà essere sperimentato per avere risposte su sicurezza ed efficacia.