Quando è stata legalizzata la cannabis in Olanda?

L’Olanda viene da sempre stimata ed apprezzata a livello intercontinentale per la sua politica di tolleranza nei confronti delle droghe leggere, in particolare nei confronti della marijuana light e non.

Nella legislazione dei Paesi Bassi, infatti, esiste una marcata differenza tra sostanze definite come droghe leggere e le cosiddette droghe pesanti, ovvero sostante altamente nocive in grado di creare una seria dipendenza psicofisica nell’individuo.

Negli ultimi anni abbiamo assistito alla conversione di numerosi paesi verso un modello maggiormente tollerante nei confronti di sostanze come la marijuana e i suoi derivati: hashish, infiorescenze, fibre e semi sono ad oggi legali in moltissimi stati come l’Uruguay, il Canada, in ben 30 paesi degli Stati Uniti e, infine, nella stessa Olanda.

Ma come viene gestito e regolamentato il consumo di Cannabis in Olanda?

La distinzione presente all’interno della legislatura olandese pone, come abbiamo accennato, una grande distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti basata sull’effettivo tasso di tossicità e pericolosità per l’uomo.

Per questo la marijuana e i suoi derivati vengono tranquillamente rivenduti in negozi specifici, detti “Coffee Shop” all’interno dei quali è possibile consumare ed acquistare liberamente non più di 5 grammi a persona di una delle molteplici varietà di cannabis presenti.

Benché ciò possa risultare eccessivo, è bene specificare che la sola azione legale è il consumo, e non la produzione o la commercializzazione (se non nei Coffe shop).

Infatti non è mai stato legale consumare prodotti a base di cannabis al di fuori dei luoghi specializzati e ne è proibita la coltivazione anche per puro scopo personale.

Questa politica definita della “tolleranza” ha provocato notevoli reazioni tra i Paesi europei e non solo, in quanto la maggior parte di essi ha sempre attuato una politica di tipo proibizionista nei confronti di questa pianta dal potenziale ancora ignoto.

Lo scopo della politica olandese infatti, non è assolutamente quello di incentivare e promuovere l’utilizzo di droghe, sia leggere che pesanti, all’interno della popolazione; al contrario: lo scopo è quello di controllarlo e ridurlo.

Il successo della politica tollerante in Olanda

Questo approccio innovativo mostra tutto il suo successo nei dati che annualmente vengono raccolti al fine di registrare il numero di individui definiti ” tossicodipendenti” in relazione al consumo e alla commercializzazione di prodotti come la marijuana.

Stando a quando riportato nell’ultimo anno, l’Olanda si riconferma come il Paese con il più basso numero di consumatori di cannabis, sia occasionali che abituali, in tutto il territorio europeo.

Si trova dunque dietro a chi, legalmente parlando, non ha ancora regolamentato l’utilizzo di tale sostanza.

A discapito di quanto si possa pensare, i Paesi in cui l’utilizzo della marijuana a scopo ricreativo è vietato sono in testa in questo senso: al primo posto l’Italia, con a seguito Francia, Spagna e Regno Unito.

Per non parlare del Bangladesh, in cui la marijuana è ampiamente (ed illegalmente) diffusa.

In questo modo l’Olanda vuole dimostrare come attraverso un sistema più tollerante ed informato nei confronti dei reali effetti delle droghe leggere si possa agire direttamente, senza sprecare risorse e tempo, nella penalizzazione delle droghe pesanti e nell’aiuto concreto per tutte le persone che rientrano nella categoria dei tossicodipendenti.

Inutile dire come questa politica abbia attratto non solo gli abitanti dei Paesi vicini: i cittadini dell’intero emisfero si recano annualmente in Olanda per sperimentare in prima persona questa politica basata sull’informazione, prevenzione e soprattutto controllo delle droghe leggere.

Non stupisce quindi che città come Amsterdam, Rotterdam e ancora Utrecht siano giornalmente assaltate da turisti desiderosi di vivere in prima persona ciò che la città ha loro da offrire.

In Olanda si può consumare marijuana al di fuori dei Coffee Shop?

Per quanto riguarda le disposizioni in materia di possesso ed uso al di fuori dei Coffee Shop, esso è severamente vietato e perseguibile a livello legale se caratterizzato da un quantitativo di marijuana superiore a 5 grammi.

La violazione comporta gravi provvedimenti legali nei confronti di chi decide arbitrariamente di rivenderla o consumarla al di fuori dei siti appositi.

In questo modo si desidera garantire alla popolazione un utilizzo corretto e controllato della sostanza ma soprattutto di poter effettivamente circoscrivere i posti in cui l’utilizzo è legalmente consentito.

Gli effetti di tale approccio mostrano però chesolo il 5% circa della popolazione olandese fa effettivamente un utilizzo occasionale di tali sostanze, confutando le teorie secondo cui un approccio meno proibizionista porterebbe ad un incremento dell’utilizzo specialmente nei soggetti più giovani.

È quindi legale vendere marijuana in Olanda e consegnarla a domicilio?

Assolutamente no.

La legislazione olandese prevede pene molto severe nei confronti di atti quali la vendita, la detenzione, il commercio e la produzione di tutte le droghe, incluse le marijuana e i suoi derivati.

Anche la consegna a domicilio di cannabis è proibita.

L’unica azione non perseguibile per legge è il consumo: nel momento in cui si procede con un controllo da parte delle forze dell’ordine, l’individuo può non subire alcun tipo di pena se si accerta l’esclusivo utilizzo e vengono scongiurate finalità quali il commercio improprio, la vendita o più semplicemente la detenzione di quantità al di sopra dei massimi consentiti.

La cannabis è quindi entrata definitivamente a far parte della vita di tutti i cittadini olandesi, al pari di sostanze quali alcool o sigarette che ad oggi vengono considerate maggiormente dannose e potenzialmente molto più pericolose della marijuana stessa.

Attraverso questo sistema è possibile notare come un approccio più aperto, meno restrittivo e più indirizzato all’ascolto delle reali problematiche legale alla tossicodipendenza e all’utilizzo di droghe pensati sia notevolmente più fruttuoso, in quanto permette di concentrarsi attivamente sull’utilizzo da parte della popolazione di sostanze pericolose e dannose per l’essere umano.

Come il modello olandese scongiura il passaggio alle droghe pesanti

Una delle accuse più frequenti nei confronti di questo modello di tolleranza nei confronti delle droghe leggere è stato quello di facilitare il passaggio dalle sostanze come marijuana, cannabis e derivati, sino ad arrivare al consumo di droghe pesanti (cocaina, eroina ecc).

Ma in realtà questa accusa è tutt’altro che veritiera.

L’intento della politica olandese è infatti quello di introdurre, all’interno del proprio Stato, un modello inclusivo nei confronti delle diverse realtà e soprattutto delle dinamiche coinvolte nell’insorgere di disturbi quali la tossicodipendenza.

Per tal motivo gli studenti vengono educati sin da subito attraverso corsi e lezioni di approfondimento in merito al riconoscimento delle diverse sostanze, dei loro rischi e soprattutto della loro pericolosità.

Limiti e restrizioni per il possesso di cannabis in Olanda

Essendo una sostanza considerata come droga leggera, un individuo può possedere sino a 30 grammi se ad uso personale e non incorrere in alcun provvedimento, commettendo esclusivamente un’infrazione.

I locali specializzati, i Coffee Shop, sono autorizzati alla vendita di una quantità massima pari a 5 grammi ad individuo e possono contenere, all’interno della scorta del locale, non più di 500 grammi.

La coltivazione di cannabis all’interno del suolo olandese è rigidamente disciplinata.

In Olanda ciascun individuo può coltivare un numero limitato di 5 piante se provvisto di adeguata autorizzazione e prescrizione medica. In caso contrario la coltivazione è severamente punita anche e soprattutto al fine di scongiurare l’eventuale creazione di traffici illeciti legati al consumo di cannabis.

A quanto detto agli inizi del 2019 infatti, il governo avrebbe l’intenzione di regolamentare ulteriormente la coltivazione di cannabis da parte degli agricoltori locali per consentire una corretta collaborazione ed evitare la comparsa di traffici illeciti.

La cannabis in Olanda ad uso medico

Nel campo medico, la marijuana viene utilizzata in Olanda da alcuni anni e viene trattata al pari di qualsiasi altro farmaco a disposizione.

Per ottenerla è quindi necessario essere in possesso dell’adeguata prescrizione medica fornita dal proprio dottore, il quale ne indicherà anche le dosi e la cadenza giornaliera o settimanale.

Essendo a tutti gli effetti un farmaco la sua coltivazione, produzione e somministrazione vengono severamente controllati secondo precisi di criteri di standard e qualità.

Ad oggi sono moltissime le applicazioni dei suoi principi attivi a livello medico, in particolar modo nei confronti del trattamento di sintomi legati a:

  • sedute di chemioterapia
  • anoressia
  • epilessia
  • patologie dell’apparato scheletrico
  • insonnia ed altre patologie psichiche.

Olanda, cannabis e il “turismo della droga”

Sono indubbiamente tanti i turisti che ogni anno si recano in Olanda per sperimentare egodere delle tolleranti politiche in merito al consumo di cannabis.

Al contrario di ciò che si potrebbe pensare però, le motivazioni che spingono milioni di persone l’anno a recarsi nel territorio olandese sono diverse ed il consumo di cannabis rappresenta esclusivamente una piccola parte dell’ampio spettro di ragioni che rendono l’Olanda una meta unica ed indimenticabile.

La cultura sul controllo delle droghe leggere è oramai parte integrante della cultura locale; a conferma di questo infatti, più della metà della popolazione afferma di non esser mai entrato in un coffee shop e più dei due terzi di non aver consumato mai cannabis abitualmente nel corso della propria vita.

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