Anne Frank: vita e testimonianza.

Costretta a nascondersi in un appartamento segreto di Amsterdam, la piccola Anne ha scritto il diario che è diventato una delle testimonianze più toccanti sulla tragedia delle persecuzioni naziste.

Anne Frank era una bambina vivace e curiosa che sognava di diventare una scrittrice. I suoi sogni però vennero brutalmente infranti dalla Storia, quella con la “s” maiuscola, quando la barbaria nazista si abbatté su tutta l’Europa, divorando vite, anime, idee e speranze.

Anne infatti era ebrea e per questa “colpa” dovette nascondersi in un appartamento nascosto dietro l’armadio insieme alla sua famiglia, escludendosi da quel mondo brulicante di accadimenti che tanto le piaceva osservare.

Come tanti in quegli anni bui, Anne venne raggiunta dalla malvagità nazista e svanì in uno dei terribili campi di concentramento con cui Hitler voleva spazzare via i popoli che riteneva inferiori.

La sua storia però non morì con lei. Nei duri mesi della clandestinità infatti, la giovane scrisse un diario in cui riversò tutta la sua voglia di vivere e raccontare il mondo circostante. Quel diario è giunto fino a noi ed ora è un simbolo immortale di testimonianza di quello passato alla Storia come Olocausto.

LA VITA DI ANNA FRANK: I PRIMI ANNI

Il 12 giugno 1929 la piccola Anne (Anna, in molte edizioni “italianizzate”) veniva alla luce nella città tedesca di Francoforte sul Meno da Otto ed Edith Frank. Il padre Otto, imprenditore di successo, venne però messo in difficoltà dalla crisi finanziaria globale che aveva messo in ginocchio l’intera Germania.

In questo clima di paura e incertezza, un ex-caporale austriaco chiamato Adolf Hitler riuscì a cavalcare il malcontento incolpando gli ebrei del tracollo del Paese, salendo al potere nel 1933.

Quasi immediatamente cominciarono violenze e intimidazioni nei confronti delle famiglie ebraiche. I Frank fecero però il possibile per preservare la serenità di Anne e Margot, la sorella maggiore. Cosi facendo quasi non si accorsero dell’odio dilagante nei confronti della loro “razza”, come la definiva la propaganda nazista.

L’aria si fece sempre più pesante e il previdente Otto accettò un lavoro ad Amsterdam mettendosi all’opera per farsi raggiungere in Olanda dalla famiglia.

Fù nel dicembre del 1933 che mamma Edith, Anne e Margot lasciarono la Germania.

IN OLANDA

IN OLANDA

Ad Amsterdam i Frank ritrovarono un po’ di tranquillità. Otto dirigeva la filiale di un’azienda olandese e le due bambine frequentavano la scuola come le loro coetanee. Entrambi i genitori erano molto attenti all’educazione delle figlie. Lo stesso Otto in Germania possedeva una nutrita biblioteca che aveva sempre attratto l’interesse di Anne. Da sempre circondata da libri imparò presto la lingua locale e a trascrivere su fogli tutto quello che le passava per la mente.

Nel 1939 però Hitler attaccò la Polonia dando inizio alla Seconda Guerra Mondiale e gli animi tornarono ad agitarsi. L’Olanda infatti si era dichiarata neutrale nel conflitto, ma i Paesi Bassi si trovavano proprio sul percorso tracciato dai generali tedeschi per attaccare la Francia e in molti temevano l’invasione.

Nel maggio del 1940 le truppe tedesche occuparono Amsterdam e i Frank si ritrovarono nuovamente a vivere in un Paese antisemita dove gli ebrei non erano ben accetti.

LA CLANDESTINITÀ

Con l’arrivo dei nazisti, la situazione per gli ebrei olandesi precipitò rapidamente.

Di colpo Anne e Margot non poterono tornare in classe e frequentare i nuovi amici. Papà Otto aprì un’attività nel campo di sali e spezie ma ebbe grosse difficoltà poiché le leggi razziali impedivano agli ebrei di gestire qualsiasi azienda.

Negli anni successivi arresti e violenze divennero episodi all’ordine del giorno. Il padre di Anne – che ancora una volta aveva subodorato il pericolo – cominciò ad allestire un rifugio nel retro della sua ditta in strada Prinsengracht 263. Un indirizzo destinato a diventare tristemente famoso.

Il 5 luglio del 1942 infatti una lettera giunse a casa dei Frank. La figlia maggiore Margoth era stata convocata dalle autorità per essere trasferita verso un campo di lavoro e se avesse rifiutato tutta la famiglia sarebbe stata arrestata. Fu così che i Frank si nascosero di fretta e furia nell’appartamento segreto celato dietro una libreria scorrevole.

LA CASA SUL RETRO

La fuga fù uno shock per Anne che trovò però conforto in un quadernetto regalatogli per il compleanno qualche settimana prima dell’arrivo della fatidica lettera. La giovane cominciò così a scrivere il suo Diario raccontando la difficile vita nella “casa sul retro” (così chiamata dalla stessa autrice in erba) e le continue emozioni dovute ad una situazione così strana e surreale.

Nell’appartamento di Prinsengracht infatti non vivevano solo Anne e i suoi. I Frank condividevano la clandestinità con i Van Pels e il dentista Fritz Pfeffer, che divideva la stanza con Anne non essendo per questo gradito dalla ragazzina..

In tutto i coinquilini erano otto, costretti in poco più di 50 mq. Di giorno tutti dovevano stare attenti a non fare alcun rumore per non insospettire vicini e gli operai che lavoravano dall’altra parte delle mura. Come si può ben immaginare, l’atmosfera era tesa e i litigi – come Anna non ha mancato di narrare nel Diario – erano piuttosto comuni.

L’unico contatto con l’esterno era rappresentato da pochi amici fidati che recavano ai reclusi viveri e notizie dal mondo. Questi coraggiosi che rischiarono la loro vita per aiutare i clandestini erano la segretaria di Otto, Miep GiesJan GiesVictor KuglerJohannes KleimanElisabeth “Bep” van Wijk-Voskuijl e Johannes Kleiman.

LA CATTURA

Anne Frank e i suoi compagni di sventura vissero per quasi due anni nella casa dietro alla libreria. Il 4 agosto 1944 un ignoto delatore rivelò ai nazisti il nascondiglio . Vennero tutti arrestati e immediatamente deportati.

I soldati misero a soqquadro l’edificio ma una volta che se ne furono andati, Miep Gies riuscì a introdursi nell’appartamento e recuperò i fogli scritti da Anne. Dopo la guerra diventeranno il celebre Diario.

PRIGIONIA E DECESSO

I Frank e i Van Pels vennero spediti ad Auschwitz e da lì furono separati. I genitori rimasero nel campo (dove Edith morì nel gennaio 1945), Anna e Margot furono inviate a Bergen Belsen nel novembre 1944. Qui entrambe contrassero il tifo esantematico per le disperate condizioni di vita e perirono nel febbraio del 1945.

Solo Otto Frank sopravvisse alla guerra. Quando tornò a casa scoprì che la famiglia fù sterminata e Miep Gies gli consegnò ciò che aveva salvato dal giorno dell’arresto.  Nel 1947 Otto Frank diede alle stampe la prima versione del Diario intitolato “La casa sul retro”. 

Quando è stata legalizzata la cannabis in Olanda?

L’Olanda viene da sempre stimata ed apprezzata a livello intercontinentale per la sua politica di tolleranza nei confronti delle droghe leggere, in particolare nei confronti della marijuana light e non.

Nella legislazione dei Paesi Bassi, infatti, esiste una marcata differenza tra sostanze definite come droghe leggere e le cosiddette droghe pesanti, ovvero sostante altamente nocive in grado di creare una seria dipendenza psicofisica nell’individuo.

Negli ultimi anni abbiamo assistito alla conversione di numerosi paesi verso un modello maggiormente tollerante nei confronti di sostanze come la marijuana e i suoi derivati: hashish, infiorescenze, fibre e semi sono ad oggi legali in moltissimi stati come l’Uruguay, il Canada, in ben 30 paesi degli Stati Uniti e, infine, nella stessa Olanda.

Ma come viene gestito e regolamentato il consumo di Cannabis in Olanda?

La distinzione presente all’interno della legislatura olandese pone, come abbiamo accennato, una grande distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti basata sull’effettivo tasso di tossicità e pericolosità per l’uomo.

Per questo la marijuana e i suoi derivati vengono tranquillamente rivenduti in negozi specifici, detti “Coffee Shop” all’interno dei quali è possibile consumare ed acquistare liberamente non più di 5 grammi a persona di una delle molteplici varietà di cannabis presenti.

Benché ciò possa risultare eccessivo, è bene specificare che la sola azione legale è il consumo, e non la produzione o la commercializzazione (se non nei Coffe shop).

Infatti non è mai stato legale consumare prodotti a base di cannabis al di fuori dei luoghi specializzati e ne è proibita la coltivazione anche per puro scopo personale.

Questa politica definita della “tolleranza” ha provocato notevoli reazioni tra i Paesi europei e non solo, in quanto la maggior parte di essi ha sempre attuato una politica di tipo proibizionista nei confronti di questa pianta dal potenziale ancora ignoto.

Lo scopo della politica olandese infatti, non è assolutamente quello di incentivare e promuovere l’utilizzo di droghe, sia leggere che pesanti, all’interno della popolazione; al contrario: lo scopo è quello di controllarlo e ridurlo.

Il successo della politica tollerante in Olanda

Questo approccio innovativo mostra tutto il suo successo nei dati che annualmente vengono raccolti al fine di registrare il numero di individui definiti ” tossicodipendenti” in relazione al consumo e alla commercializzazione di prodotti come la marijuana.

Stando a quando riportato nell’ultimo anno, l’Olanda si riconferma come il Paese con il più basso numero di consumatori di cannabis, sia occasionali che abituali, in tutto il territorio europeo.

Si trova dunque dietro a chi, legalmente parlando, non ha ancora regolamentato l’utilizzo di tale sostanza.

A discapito di quanto si possa pensare, i Paesi in cui l’utilizzo della marijuana a scopo ricreativo è vietato sono in testa in questo senso: al primo posto l’Italia, con a seguito Francia, Spagna e Regno Unito.

Per non parlare del Bangladesh, in cui la marijuana è ampiamente (ed illegalmente) diffusa.

In questo modo l’Olanda vuole dimostrare come attraverso un sistema più tollerante ed informato nei confronti dei reali effetti delle droghe leggere si possa agire direttamente, senza sprecare risorse e tempo, nella penalizzazione delle droghe pesanti e nell’aiuto concreto per tutte le persone che rientrano nella categoria dei tossicodipendenti.

Inutile dire come questa politica abbia attratto non solo gli abitanti dei Paesi vicini: i cittadini dell’intero emisfero si recano annualmente in Olanda per sperimentare in prima persona questa politica basata sull’informazione, prevenzione e soprattutto controllo delle droghe leggere.

Non stupisce quindi che città come Amsterdam, Rotterdam e ancora Utrecht siano giornalmente assaltate da turisti desiderosi di vivere in prima persona ciò che la città ha loro da offrire.

In Olanda si può consumare marijuana al di fuori dei Coffee Shop?

Per quanto riguarda le disposizioni in materia di possesso ed uso al di fuori dei Coffee Shop, esso è severamente vietato e perseguibile a livello legale se caratterizzato da un quantitativo di marijuana superiore a 5 grammi.

La violazione comporta gravi provvedimenti legali nei confronti di chi decide arbitrariamente di rivenderla o consumarla al di fuori dei siti appositi.

In questo modo si desidera garantire alla popolazione un utilizzo corretto e controllato della sostanza ma soprattutto di poter effettivamente circoscrivere i posti in cui l’utilizzo è legalmente consentito.

Gli effetti di tale approccio mostrano però chesolo il 5% circa della popolazione olandese fa effettivamente un utilizzo occasionale di tali sostanze, confutando le teorie secondo cui un approccio meno proibizionista porterebbe ad un incremento dell’utilizzo specialmente nei soggetti più giovani.

È quindi legale vendere marijuana in Olanda e consegnarla a domicilio?

Assolutamente no.

La legislazione olandese prevede pene molto severe nei confronti di atti quali la vendita, la detenzione, il commercio e la produzione di tutte le droghe, incluse le marijuana e i suoi derivati.

Anche la consegna a domicilio di cannabis è proibita.

L’unica azione non perseguibile per legge è il consumo: nel momento in cui si procede con un controllo da parte delle forze dell’ordine, l’individuo può non subire alcun tipo di pena se si accerta l’esclusivo utilizzo e vengono scongiurate finalità quali il commercio improprio, la vendita o più semplicemente la detenzione di quantità al di sopra dei massimi consentiti.

La cannabis è quindi entrata definitivamente a far parte della vita di tutti i cittadini olandesi, al pari di sostanze quali alcool o sigarette che ad oggi vengono considerate maggiormente dannose e potenzialmente molto più pericolose della marijuana stessa.

Attraverso questo sistema è possibile notare come un approccio più aperto, meno restrittivo e più indirizzato all’ascolto delle reali problematiche legale alla tossicodipendenza e all’utilizzo di droghe pensati sia notevolmente più fruttuoso, in quanto permette di concentrarsi attivamente sull’utilizzo da parte della popolazione di sostanze pericolose e dannose per l’essere umano.

Come il modello olandese scongiura il passaggio alle droghe pesanti

Una delle accuse più frequenti nei confronti di questo modello di tolleranza nei confronti delle droghe leggere è stato quello di facilitare il passaggio dalle sostanze come marijuana, cannabis e derivati, sino ad arrivare al consumo di droghe pesanti (cocaina, eroina ecc).

Ma in realtà questa accusa è tutt’altro che veritiera.

L’intento della politica olandese è infatti quello di introdurre, all’interno del proprio Stato, un modello inclusivo nei confronti delle diverse realtà e soprattutto delle dinamiche coinvolte nell’insorgere di disturbi quali la tossicodipendenza.

Per tal motivo gli studenti vengono educati sin da subito attraverso corsi e lezioni di approfondimento in merito al riconoscimento delle diverse sostanze, dei loro rischi e soprattutto della loro pericolosità.

Limiti e restrizioni per il possesso di cannabis in Olanda

Essendo una sostanza considerata come droga leggera, un individuo può possedere sino a 30 grammi se ad uso personale e non incorrere in alcun provvedimento, commettendo esclusivamente un’infrazione.

I locali specializzati, i Coffee Shop, sono autorizzati alla vendita di una quantità massima pari a 5 grammi ad individuo e possono contenere, all’interno della scorta del locale, non più di 500 grammi.

La coltivazione di cannabis all’interno del suolo olandese è rigidamente disciplinata.

In Olanda ciascun individuo può coltivare un numero limitato di 5 piante se provvisto di adeguata autorizzazione e prescrizione medica. In caso contrario la coltivazione è severamente punita anche e soprattutto al fine di scongiurare l’eventuale creazione di traffici illeciti legati al consumo di cannabis.

A quanto detto agli inizi del 2019 infatti, il governo avrebbe l’intenzione di regolamentare ulteriormente la coltivazione di cannabis da parte degli agricoltori locali per consentire una corretta collaborazione ed evitare la comparsa di traffici illeciti.

La cannabis in Olanda ad uso medico

Nel campo medico, la marijuana viene utilizzata in Olanda da alcuni anni e viene trattata al pari di qualsiasi altro farmaco a disposizione.

Per ottenerla è quindi necessario essere in possesso dell’adeguata prescrizione medica fornita dal proprio dottore, il quale ne indicherà anche le dosi e la cadenza giornaliera o settimanale.

Essendo a tutti gli effetti un farmaco la sua coltivazione, produzione e somministrazione vengono severamente controllati secondo precisi di criteri di standard e qualità.

Ad oggi sono moltissime le applicazioni dei suoi principi attivi a livello medico, in particolar modo nei confronti del trattamento di sintomi legati a:

  • sedute di chemioterapia
  • anoressia
  • epilessia
  • patologie dell’apparato scheletrico
  • insonnia ed altre patologie psichiche.

Olanda, cannabis e il “turismo della droga”

Sono indubbiamente tanti i turisti che ogni anno si recano in Olanda per sperimentare egodere delle tolleranti politiche in merito al consumo di cannabis.

Al contrario di ciò che si potrebbe pensare però, le motivazioni che spingono milioni di persone l’anno a recarsi nel territorio olandese sono diverse ed il consumo di cannabis rappresenta esclusivamente una piccola parte dell’ampio spettro di ragioni che rendono l’Olanda una meta unica ed indimenticabile.

La cultura sul controllo delle droghe leggere è oramai parte integrante della cultura locale; a conferma di questo infatti, più della metà della popolazione afferma di non esser mai entrato in un coffee shop e più dei due terzi di non aver consumato mai cannabis abitualmente nel corso della propria vita.

Chi è Vincent Van Gogh?

Van Gogh, Vincent 

Energia e colore 

Vincent Van Gogh è un pittore oggi molto noto, ma la sua vita fu infelice e travagliata. Partito, a metà dell’Ottocento, dalla brumosa Olanda contadina, Van Gogh si dedica all’arte come a una missione. Dalla pittura francese impara a riempire le sue tele di luce e di colori, e il suo temperamento inquieto gli suggerisce l’idea di fondare una comunità di artisti proprio nel Sud assolato della Francia. L’intensità con cui guarda alla natura dà ai suoi quadri un’energia che percepiamo intatta ancora oggi. Travagliato da disagi e drammi interiori, pose fine tragicamente alla propria vita divenendo un mito della pittura moderna 

L’incertezza della propria strada

Vincent Van Gogh nasce nel 1853 in un villaggio olandese da una famiglia benestante. Il padre è un severo pastore protestante che si interessa al commercio di opere d’arte. Vincent cresce in un ambiente che segna profondamente i suoi interessi: dopo aver fatto il mercante d’arte tra l’Aia, Londra e Parigi, lascia una promettente carriera per una delusione sentimentale; viaggia, insegna, fa il commesso, ha una crisi mistica che lo porta a un’intensa attività evangelica, fino a che, a 27 anni, decide che la sua missione nella vita è diventare artista. 

Le sue prime opere raffigurano un’Olanda povera e triste. Nel primo grande quadro, I mangiatori di patate, una famiglia di contadini è seduta intorno a un tavolo per la cena. Il dipinto è realizzato con colori terrosi e scuri, l’atmosfera è cupa e dimessa. Van Gogh rende con totale onestà la dura realtà dei poveri, evitando ogni abbellimento, romanticismo o moto di compassione, come invece faceva il francese Jean-François Millet – cui Van Gogh si ispira – quando ritraeva i suoi mietitori al lavoro. 

Grazie all’aiuto del fratello minore Theo, suo instancabile ammiratore, Vincent gode di una minima libertà economica e sceglie la Francia come paese di elezione; Theo diventa mercante d’arte a Parigi e vi invita l’irrequieto fratello, che non tornerà più in patria. 

Verso il Sole del Sud

Trasferitosi a Parigi nel 1886, Vincent incontra l’arte luminosa degli impressionisti (impressionismo) e dei loro successori. Lontano dalla famiglia e dalla rigida Olanda, frequenta Gauguin e altri artisti del vivace mondo parigino, trova nuovi colori da aggiungere ai suoi quadri e soggetti più mondani da ritrarre. Scopre le delicate stampe che venivano dal Giappone – raffinate incisioni di soggetti quotidiani molto di moda in Europa all’epoca – e si misura con nuovi modi di dipingere. 

Il suo carattere tormentato e l’aspetto trascurato gli impediscono però di stringere normali relazioni sociali. Per lui posano solo le persone più vicine, come il vecchio fornitore di colori, il signor Tanguy. Nel Ritratto di Père Tanguy, come lo chiamavano gli artisti, vediamo l’uomo posare nel suo negozio davanti a una raccolta di stampe giapponesi. Van Gogh usa già la sua tipica pennellata pastosa stesa a piccoli tratti, caricando il timbro dei colori per dare loro maggiore forza. Desideroso di sperimentare più a fondo l’effetto della luce naturale sui colori, Van Gogh si trasferisce nel Sud della Francia, in Provenza, dove l’intensa luce del Sole accende i colori del cielo, dei campi e dei fiori. 

Un sogno da realizzare

È il 1888 e Van Gogh parte in treno per stabilirsi ad Arles, con il sogno di fondare una comunità di pittori che condividano i suoi ideali di pittura e uno stile di vita semplice, e che insegnino a guardare con occhi onesti e puliti la natura nel suo fulgore. Ritrae i Girasoli, i fiori dei campi che – come lui – rincorrono il Sole, bisognosi del suo calore per vivere. Il cambiamento delle sue tele è subito visibile: Vincent semplifica le forme e i colori, i pochi campi del quadro sono riempiti dalle tonalità intense del Sud, varie tonalità di giallo e ocra stese con una pennellata spessa e breve, come se il colore fosse secco, grumoso. Colpisce l’energia sprigionata da questi girasoli, un’energia che li spinge fuori dal quadro, e quasi acceca l’intensità del giallo. Eppure la struttura del dipinto mantiene equilibrio ed eleganza, come vediamo anche nei soggetti come i mietitori e i seminatori al lavoro nei campi di grano. 

Van Gogh vorrebbe condividere il suo inno al Sole e alla natura con altri artisti della sua generazione e invita ad Arles Gauguin, il suo maestro. Grazie all’aiuto di Theo, Gauguin trova i soldi per recarsi da Van Gogh, ma le cose non vanno come sperato. L’atteggiamento di Vincent si fa sempre più imprevedibile e violento a causa dell’acuirsi del suo senso di incomprensione e di solitudine. 

La camera da letto di Vincent

Gauguin rimane poco più di due mesi con Van Gogh nella cosiddetta casa gialla. Questa e altri luoghi di Arles sono stati ritratti da Van Gogh, come Il caffè di notte,una lugubre sala da biliardo con tavolini, in cui esprime con i colori i suoi inquieti stati d’animo. Gauguin e Van Gogh condividono infatti l’idea di usare il colore in modo arbitrario, per rappresentare la natura non tanto come appare nella realtà, bensì come la si percepisce attraverso il senso estetico (è il caso di Gauguin) o attraverso le emozioni del momento (secondo Van Gogh). La convivenza all’inizio funziona: La camera da letto ritratta da Vincent poco prima dell’arrivo dell’amico è un quadro apparentemente sereno, che ritrae gli oggetti essenziali, come le sedie, il letto, il tavolino, l’appendiabiti e qualche cornice alla parete blu. 

È in questa casa che avviene un episodio drammatico. Durante una discussione con Gauguin, Vincent reagisce minacciandolo con un rasoio. Il francese fugge e Van Gogh, in un momento di follia, rivolge il rasoio contro di sé tagliandosi un pezzo di orecchio. Poco dopo Van Gogh si ritrae all’interno della sua camera con lo sguardo fisso e la fasciatura nell’Autoritratto con lorecchio bendato. Gauguin tornerà a Parigi e Vincent rimarrà solo, confortato unicamente dalle lettere di Theo. Non si deve tuttavia ridurre l’incontro tra questi due pittori al tremendo incidente finale, ma bisogna vederlo come il tentativo di due giganti dell’arte dell’Ottocento di scambiarsi idee sul tema della pittura, un argomento per loro assolutamente vitale e di centrale importanza. 

Nel campo di grano

L’episodio spinge Van Gogh a ricoverarsi in una casa di cura per trovare un po’ di pace. Qui ritrae i pochi soggetti a sua disposizione: sé stesso, gli iris nel giardino dell’ospedale, i cipressi, le stelle. I colori diventano scuri. Notte stellata è uno splendido quadro di questo periodo che coglie la luce delle stelle e della Luna in una notte estiva; su questa tela Van Gogh ha sciolto toni di blu e giallo con movimenti ondulati e circolari, creando un effetto di grande poesia e suggestione. Sperando negli effetti salutari di un cambiamento, decide di trasferirsi a Auvers-sur-Oise, a nord di Parigi. In questo periodo dominano ancora i colori blu e verde, con poche eccezioni; il pittore dipinge La chiesa di Auvers stagliata su un cielo violetto, quasi notturno, mentre il prato e la strada sono illuminati dal Sole. 

Van Gogh usa i colori a seconda dei propri stati d’animo: questo è un insegnamento che verrà subito colto dalla generazione successiva di artisti, soprattutto dal norvegese Edvard Munch, facendo di Van Gogh il precursore dell’espressionismo

Stanco e depresso, impaurito dalle incontrollabili conseguenze della sua malattia nervosa, Van Gogh prende un’estrema decisione. Possiede una pistola, forse per scacciare i corvi dai campi di grano che ama dipingere (Campo di grano con corvi). Una sera di luglio del 1890, a soli trentasette anni, si spara in uno di questi campi e due giorni dopo muore, assistito dall’amato fratello. 

L’ironia del destino vuole che Van Gogh, da cui tutti fuggivano e che in vita vendette un solo quadro, sia oggi l’artista più ricercato: il Ritratto del dottor Gachet, un medico diventato suo amico, ha battuto nel 1990 il record del prezzo più alto pagato all’asta per un’opera d’arte!

I Amsterdam card

La card vi permette di utilizzare, liberamente e senza limiti, tutti i mezzi pubblici della città: autobus, tram e metropolitana della rete cittadina.

Non è valida sui treni, come quello dall’aeroporto Schipol al centro città, i biglietti per questo spostamento potete acquistarli una volta arrivati in aeroporto alle macchinette che si trovano davanti ai caffè e alle scale mobili per scendere ai binari.
Dovete ricordarvi di passare tutti i biglietti, compresa la City Card, sui lettori che si trovano sui mezzi di trasporto, sia quando salite che quando scendete (altrimenti non si apre il passaggio per scendere).

La Card comprende l’entrata gratuita nei musei più visitati, nelle attrazioni della città che fanno parte del circuito (potete entrare 1 sola volta) e una crociera sui canali. Ci sono poi degli sconti in alcuni negozi e locali che hanno aderito come ristoranti, caffè e negozi.

La durata

Ci sono 4 tipi di card a seconda della validità: 24, 48, 72, e 96 ore.

Su questo non posso darvi consigli, dipende da quanto tempo vi trattenete ad Amsterdam.
Noi avevamo quella da 72 ore ed è stata sufficiente perchè nelle giornate in cui ci siamo dedicati ai dintorni di Amsterdam, tipo per andare al Keukenhof che sta a Lisse e non ha l’ingresso incluso, non l’abbiamo usata, quindi calcolate i giorni in cui effettivamente sarete in città per decidere quale scegliere e destinate i giorni in cui la card è già scaduta ai dintorni visto che la durata è continuativa e inizia dal primo utilizzo.
È anche utile sapere che, al di fuori di Amsterdam, il Museo e i bei mulini di Zaanse Schans sono compresi nella card e anche i musei Frans Hals, Teylers e Dolhuys nella cittadina di Haarlem.

La I Amsterdam City Card conviene?

Tenete presente che i biglietti dei mezzi pubblici acquistati singolarmente sono abbastanza costosi (3 euro quelli con validità di un’ora) e anche i biglietti dei musei non sono proprio economici, quindi basta fare un rapido calcolo per capire che per gli adulti conviene farla.

Facciamo una simulazione per gli adulti.
Se voleste visitare  4 musei come il Van Gogh Museum, il Rijkmuseum, il Nemo eil Museo marittimo nazionale Scheepvaartmuseum spendereste 18 + 17,50 + 16,50 + 16,00;
+ l’abbonamento per i mezzi pubblici per 72 ore costa 17,50 euro (i biglietti singoli 3 euro per un’ora di viaggio);
+ fare una crociera sul canale vi costerebbe 17,00 euro;
+ per visitare Zaanse Schans si deve acquistare una card che costa 15,00 euro per gli adulti;
Il totale speso sarebbe 117,50 euro mentre la I Amsterdam Card per 72 ore costa 87 euro quindi vi farebbe risparmiare già 30,00 euro per ogni adulto.

Inoltre tra i vari sconti da segnalare c’è quello del 25% sul noleggio biciclette, sulla barca Hop-on Hop-off (come i classici autobus turistici ma sui canali), sugli ingressi a Madame Tussauds, all’Heineken Experience e su alcuni locali tra cui la catena Wagamama, The Pancake Bakery e Pancake Amsterdm.
A  questo proposito vi segnalo che la lista dei locali sta in quel piccolo quadernino rosso, in alto a sinistra, dentro alla mappa che vi consegnano con la City Card, noi non l’abbiamo notato e da Wagamama non abbiamo chiesto lo sconto!

Facciamo una simulazione per i bambini
Per quanto riguarda i bambini il discorso è un po’ diverso, sicuramente non conviene acquistarla per quelli che hanno meno di 12 anni visto che dai 4 agli 11 anni l’abbonamento per i trasporti costa solo 3,75 per 24 ore, 7,50 euro per 48 ore e 11,25 euro per 72 ore.
Se per esempio volete portarli al Nemo il biglietto costa 16,50 dai 4 anni, mentre per il Museo Marittimo si pagano 7,50 dai 5 ai 17 anni, la crociera costa 10,00 euro dai 4 ai 12 anni, la card per Zaanse Schans costa 10,00 euro e il Van Gogh Museum fino a 18 anni è gratis. Non credo che si arrivi facilmente alla cifra di 87 euro visto che c’è uno sconto sulla City card per i bambini e i prezzi sono gli stessi degli adulti.

Dopo tutti questi calcoli e ragionamenti il mio consiglio è quello di acquistare le I Amsterdam City Card solo per gli adulti mentre per i bambini potete prendere gli abbonamenti per i trasporti da 48 o 72 o 96 ore a seconda di quanto vi trattenete in città e poi pagare i singoli biglietti.

Dove si compra la I Amsterdam City Card

La potete acquistare:

  • nell’Ufficio Turistico dell’Areoporto di Schiphol;
  • nello Store dentro alla Stazione Centrale;
  • all’Ufficio Turistico di fronte alla Stazione Centrale
  • sul sito iamsterdam.com/citycard guardate se ci sono delle offerte, adesso per esempio quella da 72 ore costa 84 invece che 87 euro.

I musei di Amsterdam

Amsterdam vanta musei di fama mondiale. Durante la vostra visita in città non potete perdere il Rijksmuseum, il Museo Van Gogh o alla Casa di Anne Frank. Amsterdam è una città molto apprezzata dagli appassionati di arte grazie ai suoi numerosi musei, più di 50, alcuni dei quali di fama internazionale. Oltre ai maestosi dipinti del Secolo d’Oro potrete ammirare interessanti esposizioni di arte moderna, di cinema, di teatro e di fotografia e alcuni percorsi museali dedicati come l’Heineken Experience o il Body Worlds.

MUSEO VAN GOGH 

Tappa fondamentale di ogni viaggio ad Amsterdam è il bellissimo Van Gogh Museum. Uno dei musei più belli della città e proprio accanto al meraviglioso Museo Stedelijk, dedicato all’arte moderna e contemporanea. Come potrete intuire dal nome, questo museo possiede la più ampia collezione di dipinti di Van Gogh del mondo. In realtà, è ben più che solo un museo: è un viaggio nella vita del pittore, attraverso tutti i suoi stadi emotivi, che lo hanno portato a modificare nel tempo la propria visione del mondo e il suo modo di ritrarlo. Si trova sul Museumsplein, la piazza su cui si affacciano i musei della città. È in buona compagnia, insieme al Rijksmuseum, allo Stedelijk Museum e… alla famosissima scritta “I amsterdam”! Volevate forse scampare a un selfie qui davanti?

Prezzo del biglietto: 15 €; gratuito per bambini e ragazzi fino ai 18 anni

TOUR DEI CANALI 

Da sopra, su una bicicletta nuova di zecca, da sotto, su una barca o un battello, passeggiando sulle sponde, attraversando i suoi ponti con in mano una macchina fotografica. Tra le 10 cose da vedere e da fare ad Amsterdam, una gita lungo i canali è una delle più importanti e romantiche. La “Venezia del Nord” vi stregherà e vi conquisterà riflettendosi sull’acqua dei suoi affascinanti canali, per lasciarvi un ricordo magnifico! Non perdete una visita al quartiere di Jordaan, con le boutique di antiquari e artisti locali, e godetevi tutto l’incanto e il fascino di una città bellissima, che si mostra in tutto il suo spelndore e che svetta con i suoi edifici rinascimentali, a circa 2 metri sul livello del mare.

 LA CASA DI ANNA FRANK

La storia di Amsterdam si intreccia con la storia d’Europa e con i tragici eventi della Seconda Guerra Mondiale. Alcuni edifici e luoghi della città, sono testimonianza di quel periodo di orrore e guerra. La Casa di Anna Frank la riconoscerete dalla fila che ogni giorno si forma all’entrata e che si snoda lungo il canale su cui si affaccia. La casa di Anna Frank è un luogo carico di storia e di emozione. Oltrepassando la libreria girevole che porta al nascondiglio della famiglia Frank si fa un salto temporale e si vive per un secondo dentro il suo diario. Se volete evitare la folla dei turisti, evitate di andare di sabato e di domenica, ma ritagliatevi un paio d’ore nel vostro programma per questo viaggio nella memoria.

Aperto tutti i giorni dalle 9.
Prezzo del biglietto 9€ per gli adulti, 4.50€ dai 10 ai 17 anni, gratuito per i più piccini.
È possibile acquistare online il biglietto, scegliendo l’orario della visita.

PIAZZA DAM

Immensa, gigantesca, attraversata da pedoni, tram, turisti e biciclette. Piazza Dam è il cuore della città, animato da fiere, giostre, mercatini e artisti di stradache in ogni periodo dell’anno affollano questa enorme piazza ciottolata. Su Piazza Dam si affacciano il Palazzo Reale (Koninklijk Paleis), la Nieuwe Kerk (letteralmente “Chiesa nuova”, per distinguerla dalla Oude Kerk, la “Chiesa vecchia”), il Nationaal Monument (un obelisco di 22 metri per ricordare i caduti della Seconda Guerra mondiale). Curiosità: “dam” in olandese significa diga: proprio qui era stata eretta una diga per dividere il fiume Amstel dallo Ij. Ecco com’è nato il nome Amsterdam!

RIJKSMUSEUM

Il Rijksmuseum ospita dagli inizi del 1800 la più grande collezione di arte fiamminga del mondo ed è uno dei Musei più grandiosi della città, con un’architettura elegante e magnifica, che vi sorprenderà a ogni passo, durante la vostra esplorazione. Da non perdere il famosissimo quadro “La ronda di notte di Rembrandt”. L’edificio del museo si presenta così elegante e maestoso da trascinarvi nell’atmosfera dell’arte fiamminga prima ancora di varcarne la soglia!

Aperto tutti i giorni dalle 9 alle 17.
Prezzo del biglietto 15€, gratuito per bambini e ragazzi fino ai 18 anni.
È possibile acquistare online il biglietto

biglietto.

VONDELPARK

Quello che Central Park è per New York, è Vondelpark per Amsterdam! Fiori, laghetti, ponticelli… E poi ancora: concerti di musica jazz, performance acrobatiche, spettacoli di danza moderna, tutto rigorosamente gratuito! Vondelpark è il punto di ritrovo per gli abitanti di Amsterdam. Soprattutto in primavera e d’estate, il parco si riempie di gente: chi fa jogging, chi prende il sole, chi organizza mercatini improvvisati, chi suona la chitarra sull’erba. Prendetevi un pomeriggio libero e rilassatevi nello splendido polmone verde della città.


The Bulldog Coffee Shop

Il mastino con il collare borchiato è il simbolo del The Bulldog, la catena di Coffeshop più famosa di Amsterdam. I locali sono 5 ma il migliore è il 90. The Bulldog è una catena di Coffeeshop molto famosa di Amsterdam che conta 5 locali, un hotel, diversi souvenir shop e seed shop. Il Bulldog No. 90 è stato il primo Coffeeshop aperto ad Amsterdam tra i canali del quartieri a luci rosse, le serrande sono state alzate alla fine del 1975, e da decenni è il simbolo del consumo libero di cannabis. Gli altri locali della catena sono il Bulldog Palace, il Rockshop, il Mack e l’Energy. Molto frequentato dai turisti italiani e dalla gente del posto, The Bulldog è facilmente riconoscibile grazie al suo logo: il mastino con il collare borchiato.

Un coffee shop fondato nel 1974 nel Red Light District De Wallen (il quartiere a luci rosse) di Amsterdam da Henk de Vries, che per il nome si é ispirato al suo cane Joris, un bulldog appunto.
Un posto pensato per fare due chiacchiere rilassati, per mangiare, bere e fumare, liberi da convenzioni.
Il Bulldog No. 90 (detto anche “The First“) é stato il primo di questa fortunata catena di coffee shop ad aprire i battenti. Un’idea lungimirante ed azzeccata.

The Bulldog nel mondo

Locali ben arredati, originali e caratteristici, dove é possibile degustare panini o dolci, con grande scelta di bevande e caffé. Luci soffuse e sottofondo musicale o musica dal vivo e karaoke all’interno, a seconda dei diversi momenti della giornata e delle serate, oppure sedute all’esterno per godersi la vista del canale.
É il coffee shop piú rinomato e popolare della capitale olandese, ormai nome storico, che quindi merita una visita e anzi diventa una tappa obbligata (anche solo per curiositá) se ci si trova da quelle parti. Per questo stesso motivo è anche il piú affolato, soprattutto dai turisti e di sera, quindi non é sempre facile trovare posto. E anche i prezzi sono leggermente piú alti rispetto agli altri coffee shop.
Oggi é un brand famoso che identifica non solo il tradizionale coffee shop, ma anche un hotel ad Amsterdam e in Canada, negozi (Gottahaves shop) e diversi prodotti (dal caffé agli accessori per fumatori, ai semi), oltre a vestiario, gadgets e souvenir acquistabili anche on-line e diffusi tra gli appassionati di tutti i Paesi.

Agoda.com (Global)

E in Italia?

Nel gennaio 2018 The Bulldog ha acquisito una partecipazione del 35% della “Amsterdam Dogs S.r.L.”, societá nata nel 2001 per gestire il marchio olandese (e giá sua partner da 15 anni) in qualità di distributore esclusivo in Italia dei prodotti Bulldog. I punti vendita sono attualmente 15.000 e con questo recente investimento Amsterdam Dogs punta a raggiungere 25.000 punti vendita in tutta Italia nei prossimi anni. A dispetto dell’immagine di questo cane dal muso ringhioso scelto per identificare il marchio, The Bulldog Amsterdam è diventato un’attrazione per la sua città e puó vantare un primato nella diffusione dell’idea di relax e di “godere del privilegio di essere se stessi“.

Tiqets US

Pattinare ad Amsterdam

Il freddo che ha colpito la città olandese permette agli abitanti di viverla in modo senz’altro originale.

I bambini di Amsterdam crescono nell’attesa delle grandi gelate dell’inverno. 

È allora che i canali ghiacciano e ci si può pattinare sopra. Sono passati due secoli ma resiste ancora, in Olanda, la passione per questo sport raccontata dal romanzo Pattini d’argento, di Mary Mapes Dodge.

Quando non fa abbastanza freddo per pattinare lungo i canali, gli appassionati si consolano sulle piste artificiali. Quelle più spettacolari dove cimentarsi con scivolate e piroette sul ghiaccio, ad Amsterdam, sono:

  • Museumplein, in pieno centro, davanti al  il Rijksmuseum,
  • Rembrandtplein, dove è stata spostata la tradizionale pista di pattinaggio di Leidseplein,
  • Jaap Eden, il centro più professionale, con una pista da 400 metri, una coperta e un angolo dedicato ai principianti.

Il rito del pattinaggio e la zuppa di piselli

Il rito olandese del pattinaggio sul ghiaccio prevede, poi, che la giornata si concluda sorseggiando cioccolata calda e mangiando le frittelle tradizionali (simili ai pancakes), i poffertjes. Un altro piatto della tradizione, che non manca mai ai bordi delle piste di pattinaggio di Amsterdam, è una calda zuppa di piselli. 

Pattinare ad Amsterdam con i rollerblade

A marzo le piste da pattinaggio sul ghiaccio chiudono ad Amsterdam, ma gli appassionati possono rifarsi con i rollerblade. Ogni venerdì sera i pattinatori si danno appuntamento a Vondelpark alle 8.30 per attraversare insieme le vie della città sui pattini a rotelle.

L’Olanda dei canali, ecco i più belli

I canali olandesi offrono alcuni degli scorci più suggestivi ed iconici del paese.

canali olandesi sono quanto di più iconico si possa immaginare insieme ai mulini, ai tulipani e agli immancabili zoccoli di legno. Molte città sono state costruite intorno alla rete di canali, che caratterizzano anche realtà più piccole e meno conosciute ma che necessitavano, comunque, di una via per consentire il trasporto, l’irrigazione e il drenaggio dell’acqua. La capitale vanta, ovviamente, i canali più noti tanto che il quartiere centrale, quello dei canali appunto, è stato dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Tra quelli da non perdere c’è il Gouden Bocht (Curvatura dorata), da Leidsestraat a Vijzelstraat, dove si affacciano le case più belle e prestigiose di Amsterdam. Il ponte all’angolo tra Reguliersgracht e Herengracht ha una vista unica su ben quindici ponti, la cui vista privilegiata si gode mettendosi al lato della strada con i numeri civici dispari. Uno dei luoghi più pittoreschi è il Magere Brug, ovvero il Ponte magro, che soprattutto di notte acquista un’area particolarmente romantica grazie alla perfetta illuminazione.

se lo smartphone dovesse cascare in acqua? Niente paura… ecco la soluzione ideale 

Visitando le città dall’acqua si possono scorgere i particolari più interessanti dei palazzi e ammirare alberi meravigliosi. Anche ad Utrecht, come dimostrano le tante possibilità di tour compreso l’affitto dei pedalò. Qui i canali sono ben diversi da quelli di Amsterdam, poiché vi si affacciano numerose cantine e sono caratterizzati dalle doppie banchine in quanto, nella seconda metà del XII secolo, gli abitanti scavarono delle gallerie che dalle banchine di ormeggio conducevano direttamente alle abitazioni. Il canale più famoso di Utrecht è l’Oudegracht, lungo circa due chilometri. Altre città particolarmente suggestive grazie ai canali sono Leida e Delft. La prima vanta una rete di canali che formano una delle più grandi opere difensive d’Europa, dalla struttura ancora intatta. Il canale più esterno, infatti, venne realizzato per difendere la città. I canali di Leida sono fiancheggiati da banchine alberate dove attraccano le barche e, per numero di canali e ponti, è la seconda città d’Olanda dopo Amsterdam. Anche il bellissimo parco cittadino, l’Het Plantsoen, è racchiuso tra i canali del centro storico e si può ammirare con i tour sull’acqua che portano anche alla scoperta di alcuni spettacolari ponti come il Visbrug e il Koornbrug. La città di Delft si è sviluppata intorno al suo canale più antico, l’Oude Delft, che con gli altri fa parte del progetto originale della città che necessitava di un sistema di difesa e di un sistema per trasportare merci, persone e rifornimenti.

Clima, Temperature e Meteo ad Amsterdam

Hai prenotato il volo, organizzato tutto o quasi, conosci il livello di sicurezza della capitale olandese, leggi e regole; non ti resta che scoprire clima e temperature ad Amsterdam per infilare in valigia tutto quello che serve per trascorrere qualche giorno di vacanza senza pensieri.

Il clima ad Amsterdam è atlantico: significa che vento, umidità e pioggia non mancano in qualsiasi stagione. Il tempo è variabile, imprevedibile, quindi ti conviene portare ombrello ed impermeabile anche se parti d’estate. In parte, il tempo ad Amsterdam è simile a quello di Londra.


Il clima durante l’anno

Il clima di Amsterdam è umido, piovoso e ventoso, influenzato dal Mare del Nord e dal non distante Atlantico.

L’inverno è freddo con temperature minime che calano di pochi gradi sotto lo zero. L’estate inizia a giugno e va avanti fino a fine agosto: è fresca con temperature che non superano i 25°C.

Piove, in media, 185 giorni all’anno: le piogge non sono abbondanti ma frequenti, distribuite nel corso dell’anno. La nebbia è in agguato nelle mezze stagioni. La stagione più piovosa dell’anno è l’autunno, la meno piovosa è la primavera. Il vento è particolarmente intenso da novembre a marzo.

Amsterdam non è particolarmente soleggiata: il sole si fa vedere da maggio ad agosto seppure il tempo si mantenga variabile, mentre da novembre a febbraio la sua presenza è rara.

Se ti piace nuotare sappi che il Mare del Nord è freddo anche in estate.


Temperature medie

  • Gennaio              3°C
  • Febbraio             3°C
  • Marzo                 6°C
  • Aprile                  8°C
  • Maggio               13°C
  • Giugno               15°C
  • Luglio                 17°C
  • Agosto               17°C
  • Settembre         15°C
  • Ottobre              11°C
  • Novembre          7°C
  • Dicembre           4°C

Pimavera

Tra marzo e maggio, in primavera il tempo è ancora instabile: all’inizio è fredda (a marzo potrebbe ancora nevicare), gradatamente si fa più mite e le temperature cominciano a salire mentre le giornate si allungano. Aprile e maggio sono i mesi più soleggiati, meno piovosi: a metà maggio le giornate diventano più calde (con massime anche di 25°C).

Estate

Tra fine maggio e giugno inizia l’estate, mite e piacevole ma fresca con temperature massime di 20-22°C di giorno mentre, di notte, il freddo si fa sentire. L’estate ad Amsterdam non è mai calda (come la intendiamo noi italiani). Vento e pioggia sono sempre in agguato e le nuvole sono sempre pronte a coprire il cielo seppure la temperatura risulti gradevole. La stagione estiva, comunque, registra i livelli più bassi di pioggia.

Autunno

Il mese di settembre è uno dei migliori per visitare Amsterdam: le temperature sono abbastanza gradevoli nella prima metà del mese. Poi, l’autunno si fa progressivamente più grigio, ventoso, umido. Ottobre è il mese più ventoso (insieme a marzo) e può portare le prime gelate notturne come novembre.

Inverno

L’inverno ad Amsterdam è freddo con temperature notturne intorno allo zero e diurne di pochi gradi al di sopra dello zero. Umidità e vento intensificano il freddo. Ad inverni abbastanza miti possono alternarsi inverni gelati (se masse di aria fredda dalla Russia raggiungono la città) e nevicate con temperature sotto lo zero (non oltre i -13°C, toccando raramente i -20°C). Le nevicate ad Amsterdam sono frequenti ma non abbondanti.

Il periodo ideale

Il periodo migliore per andare ad Amsterdam va da metà maggio a metà settembre seppure sia l’estate l’alta stagione durante cui si registra il maggior numero di turisti in città ed i prezzi degli hotel salgono.

Se, quindi, vuoi evitare l’ondata di turisti ma anche il freddo invernale, puoi scegliere tra metà aprile, maggio, settembre e metà ottobre.

Cosa infilare in valigia

Se capiti in inverno metti in valigia gli abiti più pesanti che hai nel tuo guardaroba e non dimenticare guanti, cappello, sciarpa, ombrello.

Se, invece, scegli i mesi più caldi (luglio, agosto) porta con te abiti leggeri, maniche corte, senza dimenticare una felpa, un maglione, una giacca leggera ed un ombrello.

Nelle mezze stagioni ti conviene vestirti a strati: porta con te anche un maglione ed un impermeabile.

Non dimenticare il tempo costantemente variabile di Amsterdam: in qualsiasi stagione dell’anno, una felpa, un impermeabile, un ombrello ed una giacca possono sempre fare comodo.

Amsterdam: la Guida Definitiva su Cosa Vedere e Fare

Amsterdam è una delle più belle città del mondo. Hai in programma di visitare il Museo di Van Gogh, l’affascinante Piazza Dam, lo stupendo Mercato dei fiori? Scopri quali sono i posti imperdibili della capitale d’Olanda, una delle mete europee assolutamente da vedere, sia che sei un amante dell’arte e dei mercatini colorati, sia delle lunghe passeggiate nei grandi parchi e dei romantici tour nei canali che attraversano il centro cittadino.

Non mancano naturalmente i café, i tipici negozi di artigianato, le discoteche e i tanti locali per divertirti la notte, ma ricorda di prestare sempre attenzione alle tantissime biciclette che sfrecciano veloci per le vie cittadine, il mezzo di trasporto preferito e più usato dagli olandesi, per un posto che risulta tanto incantevole quanto seducente e che rimarrà nel tuo cuore per tutta la vita.

Cosa visitare ad Amsterdam

Amsterdam è meravigliosa, te ne accorgerai appena sceso dall’hotel. Una volta arrivato suggeriamo di farti un bel giro tra i canali, per ammirare i suoi caratteristici edifici risalenti all’età del Rinascimento, scoprire le principali attrazioni della città e fare tanti scatti per rendere immortale il tuo viaggio in Olanda.

Forse non sai che ad Amsterdam puoi fare visita alla Casa di Anna Frank. Molti i turisti che ogni giorno si mettono in fila per questo imperdibile viaggio nella memoria, in cui scoprire la libreria con nascondiglio segreto della famiglia, per un posto carico di storia. È gratis l’ingresso per i più piccoli fino a 10 anni di età.

Una volta giunti ad Amsterdam passerai certamente più volte per la celebre Piazza Dam. Un posto speciale, al centro della città, una gigantesca piazza affollata di turisti e in cui noterai le tantissime biciclette parcheggiate. Sono organizzate periodicamente fiere, mercatini, eventi d’arte, manifestazioni culturali, con tanti artisti di strada che ogni giorno si esibiscono in pubblico. Qui trovi il Palazzo Reale (Koninklijk Paleis), la Chiesa nuova (Nieuwe Kerk) e un obelisco costruito in onore dei caduti nella Seconda Guerra mondiale (Nationaal Monument).

Sempre al centro di Amsterdam, che tu sia un amante dell’arte oppure no, ti consigliamo di fare un salto nella Casa di Rembrandt, il famoso pittore, aperta tutti i giorni dell’anno e scoprire così il posto dove sono nati tanti suoi capolavori.


Cosa fare ad Amsterdam

Giunto ad Amsterdam, una tappa imperdibile del tuo soggiorno è il Van Gogh Museum, dove è custodita la più ampia collezione al mondo di Van Gogh. Se non sai dove si trova, chiedi della Museumsplein. L’ingresso è gratuito fino ai 18 anni.

Sulla stessa piazza si affaccia l’elegante Rijksmuseum, in cui ammirare una ricca collezione di arte fiamminga con diverse opere di Rembrandt, e lo Stedelijk Museum, il museo d’arte moderna e contemporanea della città, in cui sono custodite anche diverse opere di Picasso e Chagall. Sempre aperto durante l’anno. Amsterdam è celebre in tutto il mondo per il Bloemenmarkt, il mercato dei fiori, con tantissime bancarelle galleggianti sulle acque, ubicato sul canale Singel e aperto tutti i giorni.

Amsterdam Light Festival è invece la manifestazione in programma ogni anno nei mesi di dicembre e gennaio, con tante luci colorate ad adornare la città e con i canali di Amsterdam addobbati a festa, diventando delle autentiche opere d’arte all’aperto. Sempre nel periodo delle festività numerosi sono i Mercatini di Natale dove puoi trovare oggetti artigianali e artistici, con affollati gazebo in cui gustare le prelibatezze locali.

Per quanto riguarda il divertimento notturno, sono molteplici i locali sparsi per la città, soprattutto nei quartieri di Rembrandtplein, ad iniziare dalla discoteca a tre piani del “Sinners”, con musica dedicata agli amanti di tutti i generi (R&B, House, hip-hop, soul).

Nei pressi della stazione centrale trovi il “Panama club” di Amsterdam, un imponente edificio con Cafè e ristorante, teatro con bar e una frequentata discoteca. Ti segnaliamo anche il “Jimmy Woo”, un bel night club dove ascoltare e divertirti con differenti generi musicali e, sempre al centro della città, il “Club Ministry”, una piccola ma accogliente discoteca per ballare fino all’alba, e per finire il popolare “Escape”, se sei amante soprattutto della musica House e Techno, con straordinari effetti e giochi di luci.

Per la musica dal vivo, nella parte nord di Amsterdam, ti suggeriamo di recarti nella Westergas Area, esattamente al “Flex Bar”, dove sono in programma emozionanti serate live. In alternativa chiedi del “Winston”, uno dei migliori locali in assoluto, con concerti in qualsiasi periodo dell’anno.

Cosa mangiare ad Amsterdam

Mangiare ad Amsterdam non sarà per te un problema in quanto sono davvero tanti i locali e le specialità da gustare. Puoi scegliere di cenare nei ristoranti oppure prediligere un più classico fast food. Senza dimenticare i cafè ed i chioschi sparsi nelle vie cittadine, dove provare i piatti tipici del posto. Sono numerose le etnie ad Amsterdam e ognuna di queste ha certamente influenzato l’arte culinaria in città. Se ti piace la cucina etnica, Amsterdam è dunque il posto giusto per te: indiana, turca, cinese, messicana, greca, giapponese e anche italiana.

Ti consigliamo innanzitutto di provare il “rijsttafel”, ovvero riso con un misto di pesce, carni e verdure, prelibatezza della cucina indonesiana. Recati anche nel ristorante Tokoman, presso Waterlooplein 327, dove comprare il “broodje pom”, un piatto famosissimo in città: pollo arrosto con salse speziate piccanti e cipolla.

Se vuoi provare un piatto tradizionale, mangiare bene e spendere poco, ordina la zuppa di piselli, la erwtensoep, solitamente offerta a prezzi competitivi.

Ti segnaliamo anche le catene di distributori automatici in franchising (su tutti FEBO) presenti negli snack bar, dove trovare arancini di riso, involtini di carne, crocchette di ragù e hamburger, tutti i giorni freschi e con un ottimo rapporto prezzo-qualità. Se sei un amante dello street food, l’Albert Cuyp Market, nel quartiere De Pijp, è un mercato molto popolare, dove ti consigliamo di provare le patatine fritte con deliziose salse, da portarti comodamente dietro durante i tuoi giri per la città, oppure il panino con aringa, cipolla e cetrioli, il “broodje haring”.

Per i golosi assolutamente da assaggiare i “poffertjes”, gustose frittelle con burro e zucchero a velo, e la “Appeltaart”, ovvero la più classica torta di mele.

Nei mercati di quartiere puoi trovare diversi prodotti alimentari freschi e a tal proposito segnati sul calendario che il sabato mattina una visita è d’obbligo al “Noordermarkt”, dove gustare degli squisiti frullati di frutta e verdura fresca. Ricordati che se hai deciso di mangiare in un ristorante di Amsterdam, l’orario di cena è leggermente anticipato rispetto alle abitudine italiane, verso le 19 di sera, dunque è possibile trovare locali con cucine chiuse dopo le ore 22.

Se desideri cenare e ascoltare nello stesso tempo musica blues dal vivo, nella zona centrale della città, esattamente in Leidsekruisstraat 6-8, trovi il Bourbon Street, famoso e frequentato locale della capitale olandese.

Per pranzare in un buon ristorante, il De Groene Olifant, in Sarphatistraat 510, fondato nel lontano 1880, può rappresentare una valida scelta. In alternativa il lussuoso Luxembourg, in Spui 24, tra i migliori e più frequentati da residenti e turisti.


Cosa comprare ad Amsterdam

Se stai pensando a cosa regalare ad amici e parenti come souvenir del tuo soggiorno ad Amsterdam, per gli amanti dell’arte culinaria, imperdibili sono i formaggi olandesi, tra cui ti segnaliamo il Gouda, il Geitenkaas, il Maasdammer, il Boerenkaas. Recati al Kaaskamer van Amsterdam per acquistarli. Appassionato di fiori? È risaputo che i tulipani sono uno dei simboli tradizionali olandesi e dunque ti consigliamo di fare un salto al rinomato mercato di fiori di Amsterdam.

Se sei invece alla ricerca di prodotti tipici artigianali, imperdibili i tradizionali zoccoli di legno, i “klompen”, altro simbolo del Paese. Sono in vendita tra le bancarelle dei mercati e nelle tante botteghe degli artigiani. In alternativa puoi portare con te un prodotto spiccatamente artistico e realizzato in porcellana Delft, tipica lavorazione del Paese. A tal proposito vai nei negozi della Jorrit Heinen Royal Delftware.

Un regalo originale per portarti dietro un ricordo del tuo viaggio in Olanda è rappresentato dai “KEK Amsterdam”, ovvero scatole a forma di tipica casa olandese in cui conservare i tuoi oggetti negli armadi. Naturalmente le tradizionali abitazioni olandesi sono in vendita anche sotto forma di portachiavi, calamite e in molte altre riproduzioni.

Se desideri dedicarti a qualche ora di “autentico” shopping per le vie di Amsterdam, recati presso De Negen Straatjes, ubicata nella Cerchia dei Canali, tra i quartieri Leidsestraat e Jordaan, con negozi, gioiellerie, boutique di vario genere e prezzi per tutte le tasche.

Stai cercando brand di lusso della moda? La via P.C. Hooftstraat è il posto ideale, con marchi celebri come Chanel, Louis Vuitton, Ralph Lauren. Continua a camminare e arriverai su Van Baerlestraat, un’altra bella via dove trovare tante idee regalo per fare i tuoi acquisti.

Un grande magazzino, forse il più famoso della città, è nella celebre piazza Dam, “De Bijenkorf”. Proprio dietro si trova il centro commerciale “Magna Plaza” mentre nella vicina Kalverstraat puoi fare un salto ai tanti negozi del De Kalvertoren. Kalverstraat e Leidsestraat sono due tra le vie più esclusive dedicate alla shopping, dove trovare anche brand di catene internazionali come H&M, Zara, Filippa K, Karen Millen.

Se cerchi una via ricca di negozi di vario genere, recati presso la Stazione di Amsterdam e chiedi di viale Haarlemmerdijk: scarpe, vestiti, prodotti artigianali tipici, cibo olandese ti aspettano. Per uno shopping in pieno relax, vai sulla Beethovenstraat, nel quartiere dello Zuid, con tanti store di abbigliamento e rinomate pasticcerie, per una rilassante passeggiata tra i negozi gustando alcuni tipici prodotti locali, in uno dei posti più eleganti della città.