Coronavirus, in Olanda la gara a salvare i fiori che nessuno compra

Il crollo di un mercato che vale il 5% del Pil. Un’azienda che ha cominciato ad acquistare bulbi per dipendenti e iniziative solidali è stata copiata da altre mille imprese.

Mille aziende olandesi hanno comperato fiori olandesi al tempo del coronavirus. Per evitare che finissero «al macero». Un milione di gambi e bulbi salvati e poi donati: ai dipendenti, agli ospedali, alle case di riposo. Una bella iniziativa organizzata, che ha il plauso del governo e l’incoraggiamento della ministra dell’Agricoltura Carola Schouten che manda un invito su Twitter: «Comprate un mazzo di fiori, per voi o per qualcun altro». Anche per gli europei del Sud? 

Solidarietà di petali e umani. I fiori in Olanda sono una bellezza e una ricchezza. Un’industria che copre metà del fabbisogno mondiale e il 77% dei bulbi venduti globalmente. Le destinazioni principali delle rose e dei tulipani coltivati nei Paeisi Bassi includono i vicini europei (più o meno vicini e indebitati): Germania, Francia, Italia, Regno Unito. A causa del grande lockdown, per i vivaisti il commercio si è ridotto del 60-70%. Le perdite si aggirano già sui 2 miliardi di euro, secondo le stime della cooperativa Royal Flora Holland, la più grande casa d’asta floreale del pianeta che ogni anno smercia 12 miliardi di fiori e piante. In un mese i ricavi sono calati dell’85%, per un business che a livello nazionale dà lavoro a 150mila persone e vale 6,7 miliardi di euro all’anno (il 5% del Pil).

Un’emergenza nell’emergenza. Tonnellate di fiori, se non proprio buttati via, comunque trasformati in materiale da compostaggio e biomassa. Un piccolo strazio nello strazio della pandemia, che in Olanda ha superato i mille morti. Racconta alla radio americana Npr il signor Daniel van de Nouweland, titolare della Marjoland, che «è difficile guardare le macchine mentre triturano le nostre rose». Ne marciscono 150mila al giorno, su una superficie pari a 32 campi di calcio. 

Il calcio è fermo e pure le rose si buttano. Un peccato. Perché di questi tempi avremmo bisogno di più ventilatori, certo, ma anche di profumi. Un tocco di colore e di primavera anche negli spazi angusti. E così, tre settimane fa, il manager di un’azienda olandese, la Van der Ende, che produce pompe nel villaggio di Maasdijk a est di Rotterdam, ha avuto l’idea di comprare fiori per regalarli a dipendenti e amici. E di organizzare il passaparola sul Web. Lo schema oggi si è allargato a mille imprese, racconta al Guardian Michiel Brockhus, per un totale di un milione di fiori comprati. «E vogliamo ingrandirci». Le persone sono invitate a mostrare i loro acqusiti sui social. Gli hashtag su Twitter: #BuyFlowersNotToiletPaper. Più crisantemi, meno carta igienica. All’appello hanno risposto, racconta Brockhus, anche alcune ditte in Canada, Germania, Regno Unito. L’Italia? Non risulta.

Sui libri è raccontata «la bolla dei tulipani» del 1637, forse la prima grande crisi finanziaria della storia, quando ad Amsterdam si arrivò considerare i bulbi di quei fiori multicolore alla stregua degli odierni «future». Il gioco dei prezzi al rialzo (la gente vendeva i mobili per assicurarsi il diritto a comprare le varietà più pregiate) portò a un crollo generalizzato dell’economia. Nella crisi che colpisce il mondo oggi, i tulipani sono erba straccia. Bello allora comprarli e regalarli. Ricordando che non ci sono solo i produttori e i fiori olandesi. Dall’Italia al Kenya all’Etiopia, in questi giorni milioni di steli e di petali vengono distrutti o finiscono in mangime per animali (come accade in Africa). Ma ci servono anche loro, per superare la tristezza da coronavirus. Pane, fiori e ventilatori.

Coronavirus, in Olanda restrizioni prolungate fino al 28 aprile.

Con l’aumento del numero dei contagi e dei decessi, che hanno superato i mille, il governo dei Paesi Bassi ha deciso di estendere le chiusure di scuole, ristoranti e bar. Inizialmente il lockdown era previsto fino al 6 aprile.

In Olanda il primo ministro Mark Rutte (a sinistra) e il ministro della Salute Hugo de Jonge hanno annunciato il prolungamento delle restrizioni nel Paese fino al 28 aprile per far fronte all’emergenza coronavirus. Le misure prevedono, oltre l’invito a rimanere in casa, le chiusure di scuole, ristoranti e bar fino al 28 aprile

Per coloro che si recano fuori dalle proprie abitazioni, le autorità locali invitano a mantenere un distanziamento sociale di almeno 1,5 metri.

“Anche dopo il 28 aprile – ha detto Rutte durante una conferenza stampa – non torneremo a una situazione normale”

Il premier ha invitato inoltre i cittadini a non pianificare le vacanze

Ovviamente in questi giorni rimarrà chiuso anche il bloemenmarkt, il tradizionale mercato dei fiori di Amsterdam

Intanto l’Istituto nazionale per la salute pubblica e l’ambiente olandese (Rivm) ha avviato una vasta indagine sull’immunità di gregge

Seimila persone provenienti da tutto il Paese, e di tutte le età, sono state invitate a sottoporsi agli esami

L’obiettivo è scoprire la percentuale di quanti hanno sviluppato anticorpi per il Covid-19 e raccogliere dati sulla diffusione del virus

Le affollate strade di Amsterdam rimarranno quindi deserte quasi fino a fine mese

I Paesi Bassi sono tra gli alfieri del fronte rigorista. Insieme a Germania, Finlandia e Austria, si sono schierati contro l’ipotesi di ‘coronabond’ proposti da diversi Paesi, tra cui l’Italia, per far fronte alla crisi economica scatenata dalla pandemia

Aprile in Olanda: un mese ricco di divertimento, cultura e natura

La primavera è cominciata e c’è la speranza che sia ricca di belle giornate. l’Olanda ha preparato per voi dolcissime sorprese per il mese di Aprile. Perdetevi tra i tulipani, scatenatevi in uno dei tanti concerti e festival musicali, ammirate una delle mostre nei musei proposti e finalmente preparatevi alla grandiosa Festa del Re, che tutti attendono con ansia!

Keukenhof

  • quando: dal 23 marzo al 21 maggio
  • dove: Lisse
  • cosa: Fiori, bulbi, giardini, mosaici di fiori… i percorsi fatati del Keukenhof vi aspettano per tutto il mese di aprile e non solo. Andate alla scoperta di coloratissime varietà floreali autoctone e provenienti da diverse parti del mondo. Se volete saperne di più cliccate qui.
  • come: ulteriori informazionibiglietti

Pillow fight in piazza Dam

  • quando: 1 aprile
  • dove: Amsterdam
  • cosa: armatevi di cuscino e accorrete nella centralissima piazza Dam per una gigantesca battaglia in pigiama. No, non è un pesce d’aprile! Dal 2009, ogni anno, viene organizzata una divertente e pacifica “guerra coi cuscini” a cui partecipano centinaia di persone. Divertimento e libertà sono le parole chiave di questo evento. Invitate molti amici, scegliete abiti comodi e ma soprattutto lasciate gli occhiali a casa. Portate un cuscino, ma durante la lotta non dimenticate fair play e lealtà. Inoltre potrete portare lenzuola e federe da donare ai rifugiati di Calais, il punto di raccolta è ai piedi della statua raffigurante il leone. Che la battaglia abbia inizio, buon divertimento!
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Lôtèl” a teatro

  • quando: 1 e 2 aprile
  • dove: Den Haag
  • cosa: si tratta di uno spettacolo teatrale organizzato da Sipario. Spettacolo aperto ad un pubblico internazionale perché teatro fisico, senza linguaggio, gli attori indosseranno delle maschere e non parleranno. Adulti e bambini di ogni nazionalità potranno apprezzare gli artisti in azione al teatro Laaktheater (Ferrandweg 4 t, 2523 XT L’Aia) 1 aprile alle 20.15 e 2 aprile alle 16.00.
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Settimana nazionale dei Musei

  • quando: dal 3 al 9 aprile
  • dove: in tutta Olanda
  • cosa: Da Groningen a Limburg, più di 300 musei olandesi vi presenteranno le loro collezioni. Tra questi vi sono il Groninger Museum, il Museum aan het Vrijhof a Maastricht e il Kröller-Müller Museum a Otterlo. La settimana dedicata ai musei è un’ottima occasione per scoprire i tesori artistici d’Olanda. Alcuni musei organizzeranno divertenti esperienze per bambini, noi vi consigliamo il Nature Museum e il Railway Museum di Utrecht. Inoltre durante questa settimana verranno organizzate moltissime attività all’aperto, divertitevi!
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Salmo in concerto

  • quando: 7 aprile
  • dove: Amsterdam – Sugar Factory
  • cosa: nella serata del 7 aprile, lo sugar Factory di Amstedam vi presenta Salmo. L’artista sardo sta promuovendo il suo nuovo disco Hellvisback passando per diversi paesi europei. Se siete fan dell’artista o se state cercando un bel concerto nel mese di aprile, questa è la scelta giusta! Potete ascoltare qui l’intervista che Lorenzo ha realizzato per Italian Radio.
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Motel Mozaique

  • quando: 7 e 8 aprile
  • dove: Rotterdam
  • cosa: Motel Mozaique è un festival di arte e musica che si diffonde in tutta la città,semplicemente unico. Ci saranno concerti, spettacoli e attività. Durante il festival, Rotterdam si trasforma in un grande motel che ospita un gigantesco pigiama party, è il festival musicale più eccentrico della città.il festival presenta gli artisti indie e pop migliori del momento, che vi faranno ballare durante i loro concerti in vari teatri e bar della città.la cosa divertente è che potrete dormire in una delle sistemazioni pensate appositamente per il festival. -Campeggio Mozaique- si tratta di location particolari ed uniche tra cui chiese, vetrine e addirittura tetti di monumenti nazionali. Potrete poi gustare una colazione a buffet ed esplorare la città, accompagnati da guide speciali dello staff di Motel Mozaique.
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“La Rosa Tatuata” a teatro

  • quando: 8 e 9 aprile
  • dove: Amsterdam
  • cosa: va in scena per opera di Carmelinda Gentile, con il Korego Theater Groupl’opera “La Rosa Tatuata”. si tratta della storia di Serafina e della sua condizione di vedova chiusa da anni agli stimoli del mondo esterno e combattuta tra la verità del suo passato e le incognite del futuro per sua figlia. Potrete ammirare lo spettacolo presso Amsterdams Theater Huis (Marius Van Bouwdijk Bastiaanstraat 54, Amsterdam). Qui trovate l’articolo che Paola Ragnoli ha scritto per Italian Radio.
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Mega Record & CD fair

  • quando: 8 e 9 aprile
  • dove: Utrecht
  • cosa: si tratta della 47esima edizione della fiera del vinile più grande d’Europa. Si svolgerà nel centro congressi Jaarbeurs di Utrecht. Questa è la fiera che da anni attira tutti gli appassionati del vinile, i Dj, e perché no, anche qualche famoso artista, in cerca delle sue produzioni. Ci saranno spettacoli dal vivo e un’infinita selezione di CD e vinili per tutti i gusti, presentati da commercianti da tutto il mondo.
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Maratona di Rotterdam

  • quando: 8 e 9 aprile
  • dove: Rotterdam
  • cosa: Potrete godervi la meravigliosa atmosfera della maratona di Rotterdam sia come spettatori che come partecipanti. Si tratta del più grande evento di corsa in tutta Olanda, tutti gli anni partecipano 200.000 persone, tra cui grandi atleti provenienti da tutto il mondo. Ma se non avete tutta questa voglia di correre, potrete assistere come uno dei 900.000 probabili spettatori.
  • come: ulteriori informazioni

Bloemencorso

  • quando: 22 e 23 aprile
  • dove: da Noordwijk ad Harlem
  • cosa: la parata dei fiori annuale (Bloemencorso in Olandese) è una festa coloratissima e profumatissima. Decine e decine di carri, barche e automobili, ricoperte di composizioni floreali sfileranno lungo la strada da Noordwijk ad Haarlem per 42 km. La parata comincerà sabato 22 aprile alle 9.30, e terminerà ad Haarlem alle 21.00. Attorno alle 15.30 passerà dal Keukenhof.Domenica 23, potrete ammirare le opere d’arte floreali della parata, in giro Haarlem fino alle 17.00.Assicuratevi di scegliere un buon posto lungo la strada con una buona visuale, perchè centinaia di migliaia di spettatori non vorranno perdersi nemmeno un momento della spettacolare sfilata.
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Afterhours – Tour Europeo

  • quando: 24 aprile
  • dove: Amsterdam – Q Factory
  • cosa: Gli Afterhours sono partiti a Marzo con un tour di 12 date, alla conquista di altrettanti club Europei. Porteranno la loro musica tagliente e intensa allo Q Factory di Amsterdam la sera del 24 aprile. Il tour ha l’obiettivo di presentare il loro nuovo, ma già apprezzatissimo “Folfiri o Folfox”. Record di vendite in Italia e indicato come uno dei migliori mai prodotti dalla band.
  • come: ulteriori informazionibiglietti

Life I Live Festival

  • quando: 26 e 27 aprile
  • dove: L’Aia
  • cosa: L’Aia ospita dal 1989 un festival durante la “Koningnach”, ovvero la notte alla vigilia della magnifica Festa del Re. Si tratta di un grandioso festival musicale all’aperto in cui potrete apprezzare sia artisti locali che internazionali, oltre alle band troverete diversi Dj, pronti a farvi fare fuoco e fiamme tutta la notte.
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Festa del Re

  • quando: 27 aprile
  • dove: in tutta Olanda
  • cosa: il 27 aprile tutti in Olanda si vestono in modo quanto più arancione ed eccentrico possibile, per la grandiosa festa del Re. In ogni grande città e piccolo paese ci saranno festeggiamenti con immancabili bancarelle di cibo, birra e musica.
  • Amsterdam: qui i festeggiamenti sono esuberanti, assurdi ed eccessivi. Ci sarà un enorme mercato che si spanderà per tutta la città, i canali saranno pieni di barche, altrettanto piene di persone in festa. Se vi piace ballare, allora non perdetevi le feste a cui suoneranno diversi Dj famosi in tutto il mondo.
  • L’Aia: anche ospiterà festeggiamenti degni di questo nome, bancarelle per tutta la città, musica e divertimento. Ma la festa per cui è davvero famosa L’Aia si svolge la sera del 26 aprile, con concerti in tutte le piazze
  • Utrecht: Le bancarelle saranno aperte dalle 18.00 del 26 aprile. Il giorno seguente i canali e le vie del centro si riempiranno di un’atmosfera festosa e coinvolgente. Troverete festeggiamenti e musica in Domplein, Mariaplaats, Neude e in molte altre piazze.
  • Eindhoven: come l’Aia, anche Eindhoven è famosa per i concerti alla vigilia della Festa del Re, ne troverete: in Wilhelminaplein, Stationplein e Stadhuisplein. Durante la giornata del 27 ci saranno musica, mercati e allegria.
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5 cose da provare nella «nuova» Amsterdam

Ci siamo messi a caccia delle novità nella capitale olandese: e abbiamo trovato musei, quartieri, quartieri, ristoranti e hotel.

Si dice che se non hai visto un tulipano, non hai visto Amsterdam. Forse è tempo di aggiornare la frase. La capitale delle stradine, delle case oblique e dei mille canali, sta vivendo un piccolo rinascimento, grazie al quale si sta togliendo di dosso l’immagine della cittadina meta solo per comitive in cerca di trasgressioni.

Negli ultimi anni infatti, tra i suoi quartieri sono sorti ristoranti sempre più raffinati, bar più ricercati e alberghi attenti a una clientela più esigente. Come il nuovo NH Collection Amsterdam Flower Market, in cui siamo stati ospiti per un weekend alla scoperta delle cose da fare in città, una volta che si è fatto tutto quello che si doveva fare in città.

E così, dopo una gita in barca nei canali, una passeggiata nei quartieri di Jordaan e Nove Stradine, una visita al mercato dei fiori e ai musei di Van Gogh e al Rijksmuseum, abbiamo provato alcuni nuovi ristoranti, e un museo tutto particolare.

In vacanza ad Amsterdam? Sposate un abitante (dura solo un giorno)

Happy romantic young couple celebrating their marriage. Lovely wedding tourist couple walking on the city street.

Un matrimonio (finto) con tanto di abito e anelli, per trascorrere la luna di miele in città, con chi la conosce, e fuori dalle rotte più turistiche.

Con 19milioni di arrivi nell’ultimo anno Amsterdam ha battuto un nuovo record: resta una delle città più visitate d’Europa. Non ha bisogno di più turisti ma, come succede a tante mete mainstream, inevitabilmente i visitatori si concentrano negli stessi luoghi.  D’altronde, come fare per  non visitare icone con il Van Gogh Museum, la casa di Anna Frank, i canali intorno a piazza Dam? Ma c’è molto di più, e ora per scoprirlo si può anche sposare (per finta) un suo abitante per un giorno.

IL TOUR
L’iniziativa si chiama Marry an Amsterdammer for a day: è un matrimonio senza alcun valore legale, ma ad altissimo valore simbolico, ed è un modo unico per visitare la città. Si fa una cerimonia con tanto di abito e di anelli, e poi comincia subito la «luna di miele» e per un giorno intero ci si fa guidare dallo sposo o dalla sposa in quei posti di Amsterdam dove i turisti non vanno mai. Così, ad esempio, si può andare nei parchi preferiti dai cittadini per fare un pic nic, nei locali dove si incontra la gente del posto, nelle botteghe di artisti per vederli all’opera, o anche lavorare con loro partecipando a laboratori di riciclo, o mettersi insieme a fare un orto, piantare alberi. Ogni volta un’esperienza diversa, a seconda del matrimonio che vi capita di provare, ma sempre autentica.

IL PROGETTO
L’idea è dell’Untourist Movement di Amsterdam, nuova community che in città raggruppa oltre 200 attori tra imprenditori sociali, no profit, guide alternative e hotel che ha appena lanciato il sito Untourist Guide per promuovere un turismo consapevole proponendo varie attività per scoprire la città in modo autentico e divertente. Marry an Amsterdammer for a day è una delle tante, ma per la sua originalità è quella che ha riscosso più successo, tanto che per provare – anche se si paga (costa 100 euro) –bisogna mostrare di essere realmente motivati: lo spiegano chiaramente nell’annuncio e mettono anche in chiaro che no, non sono un’agenzia di dating, e che questi finti matrimoni non sono incontri galanti. Insomma: no (turisti) perditempo.

Coronavirus Olanda, chiudono i coffee shop. Lunghe code per fare scorta di cannabis

Dopo l’annuncio del governo di chiudere per tre settimane i negozi di cannabis contro la diffusione del covid-19, decine di olandesi si sono riversati davanti a questi esercizi per assicurarsene un quantitativo prima del lockdown generale 

Lunghe file ai coffee shop in Olanda per fare scorte di cannabis prima della chiusura di questi esercizi. Serrande abbassate, infatti, fino al prossimo 6 aprile per tutti questi negozi, così come per bar e ristoranti, palestre, club sportivi, saune e sexy shop. Un provvedimento del genere non veniva preso da 47 anni.

I provvedimenti del governo

Ad annunciare i provvedimenti è stato il ministro al Welfare, Bruno Bruins, durante una conferenza stampa televisiva. “Sono certo che queste non sono le ultime misure che prenderemo”, ha anche affermato. Il gabinetto del premier Mark Rutte sta ora lavorando a una serie di misure per aiutare gli imprenditori in difficoltà che vanno dalla riduzione degli orari di lavoro a prestiti agevolati.

20 morti e oltre 1000 contagi

Il numero di decessi per il coronavirus nei Paesi Bassi è salito a 20 mentre i contagi sono aumentati da 176 a 1135. Lo riportano i media locali citando l’Istituto nazionale per la salute pubblica e l’ambiente

 Tutti fila per le scorte. Non di mascherine e nemmeno di carta igienica o pasta. In Olanda le code oggi pomeriggio si sono create ai coffee shop per acquistare cannabis prima della chiusura di questi esercizi, decisa dalle 18 di oggi fino al 6 aprile prossimo. Così ha decretato il governo per gestire l’emergenza coronavirus.

La gente si è precipitata in strada perché la decisione del governo è stata improvvisa. Alcune caffetterie sono dovute restare aperte oltre l’orario, altre sono state rigorose. Hanno lasciato decide di persone fuori. Un uomo è stato arrestato perché ha cominciato a tossire provocatoriamente per disperdere gli altri in coda davanti un cofee shop a Den Bosch.
Nel quadro delle misure annunciate per arginare il contagio da coronavirus, il governo dell’Aja – secondo quanto si legge in una nota ufficiale – ha deciso che almeno fino al primo lunedì di aprile non riapriranno neanche le scuole di ogni ordine e grado e gli asili nido. Stessa sorte toccherà anche ai bar e ristoranti, così come le palestre, le saune e i sexy shop.

Coronavirus in Olanda

Olanda. Il contagio da coronavirus avanza in tutto il mondo e i diversi stati prendono i loro provvedimenti. In Olanda il numero dei contagiati in sole 24 ore è passato da 176 a 1135 con circa 20 decessi.

Il governo del premier Mark Rutte inizialmente restio a procedere con misure fortemente restrittive ha deciso di cambiare strategia e, nel tentativo di contenere la diffusione del Covid-19, ha deciso di chiude scuole, bar, ristoranti, palestre, club sportivi, saune, sexy shop e coffee shop.

“Sono certo che queste non sono le ultime misure che prenderemo” – ha commentato il ministro al Welfare, Bruno Buins.

Il gabinetto del premier infatti, sta lavorando a una serie di misure per aiutare gli imprenditori in difficoltà che vanno dalla riduzione degli orari di lavoro a prestiti agevolati.

Come sottolineano i media locali, un provvedimento del genere non veniva preso da ben 47 anni.

Coronavirus, il messaggio della dottoressa in isolamento: “Guardate nei miei occhi e nel mio corpo la sofferenza. Serve senso civico”

Ma come stanno vivendo questa situazione gli olandesi e gli italiani che vivono in Olanda?

“Il provvedimento principale, quello più atteso, e cioè quello di chiudere le scuole è arrivato dopo almeno una settimana di tentennamenti – ci racconta Diego, ingegnere presso l’agenzia spaziale europea a Noordwijk – anche se nella settimana scorsa c’era già stata una prima stretta con l’invito alle persone a lavorare da casa con il telelavoro ed il divieto di assembramenti di eventi con più di 100 persone”.

“Per noi stranieri, noi italiani in particolare – aggiunge ancora Diego –  già dalla settimana scorsa, parlando poi con i nostri amici e familiari di quello che sta succedendo, forse c’è un po’ di paura in più rispetto agli olandesi che sembravano ignorare la situazione. Poi negli ultimi giorni, parlando anche con gli amici qui ci siamo domandati ‘perché non chiudono le scuole, etc’, che poi è la misura che fa la differenza perché cambia la vita di tutti nel privato e socialmente”.

Alla ricerca di un farmaco

Coronavirus, tutte le misure del decreto “Cura Italia” per rispondere all’emergenza

Diverse fotografie che stanno rimbalzando sui media di tutto il mondo, ritraggono lunghe file fuori dai coffee shop per cannabis prima della chiusura di questi esercizi (fino al 6 aprile prossimo).

E la situazione nei supermercati? Vengono rispettate tutte le misure di sicurezza?

Per il momento, ci racconta ancora Diego, “non è così o almeno non è ancora così. Nei negozi, nei supermercati l’ingresso non è contingentato. Ieri, per dire, dovevo passare tra le corsie in mezzo alle persone, ma non sappiamo se poi verranno introdotte misure del genere. I supermercati sono un po’ presi d’assalto per generi di prima necessità: farina non se ne trova, carta igienica uguale, sapone, paracetamolo e patatine fritte”.

Sempre dall’Olanda però arriva una speranza.

Un gruppo di 10 ricercatori dell’Erasmus University Mediacal Center di Rotterdam e dell’Utrecht University sembrano aver individuato un farmaco, pronto per essere testato, che potrebbe essere un’arma terapeutica contro il coronavirus.

Si tratta di un anticorpo monoclonale, il 47D11, specializzato nel riconoscere la proteina che il virus utilizza per aggredire le cellule respiratorie umane

L’anticorpo monoclonale 47D11 sembra essere in grado di attaccare il virus e potrebbe essere il primo farmaco al mondo specializzato nel rilevare e prevenire l’infezione.

La ricerca, è stata pubblicata sul sito BioRxiv dal gruppo dell’Università olandese di Utrecht guidato da Chunyan Wang.

In un’intervista alla Bbc, i ricercatori hanno precisato che serviranno ancora dei mesi prima che il farmaco sia disponibile perché dovrà essere sperimentato per avere risposte su sicurezza ed efficacia.

Light festival Amsterdam

DOVE: Amsterdam, Paesi Bassi
QUANDO: dal 28 Novembre 2019 al 19 Gennaio 2020

Non c’è periodo dell’anno per cui non valga la pena visitare Amsterdam. Bellissima, suggestiva ed affascinante come poche altre, questa città non manca mai di ammaliare lo sguardo dei visitatori.

Primavera, estate, autunno, inverno e… ancora primavera. Sempre meravigliosa. Se cercate un motivo per visitarla in inverno, non abbiate timori. Per due mesi, da Dicembre a Gennaio, la città saprà ricompensare i turisti col suo meraviglioso Amsterdam Light Festival. Si tratta di uno degli appuntamenti più interessanti del panorama europeo, almeno dal punto di vista scenografico.

Un evento nel quale la luce, l’illuminazione, diventano arte.  Artisti, architetti e designer provenienti da ogni angolo del pianeta, portano le loro opere e installazioni, durante questo festival. Moltissime opere, sono realizzate esclusivamente per Amsterdam Light Festival. Ecco perché, il festival, è davvero un appuntamento imperdibile.

Prima che vengano esposte, le opere devono ottenere l’approvazione da parte di un anno giuria selezionata. Artisti, architetti e designer di talento, presentano le loro idee all’avanguardia che saranno, poi, esposte durante i due mesi della manifestazione.

Il tema di quest’anno è “Disrupt”.Contrariamente da quanto si possa pensare, il termine viene visto con un’accezione positiva. Viene inteso come voglia di dare un impulso positivo al cambiamento, voglia di mettersi in discussione e di apertura verso possibilità finora sconosciute.

Il programma dell’edizione 2019 di Amsterdam Light Festival è davvero straordinario. 25 opere d’arte ed installazioni artistiche, alle quali hanno contribuito 600 artisti provenienti da ogni parte del mondo. E dieci storie straordinarie sulla città. Naturalmente, come da tradizione, sarà possibile ammirare Amsterdam Light Festival, in barca, in bici, oppure a piedi.

TOUR IN ACQUA

Tanti itinerari, dal 29 Novembre 2019 al 19 Gennaio 2020, da compiere interamente in barca. Lungo le acque dell’Amstel, seguendo la rotta dell’imbarcazione, potrete ammirare opere ed installazioni uniche ed assolutamente incredibili. Le opere d’arte, saranno illuminate ogni giorno dalle 17:00 alle 23:00, fatta eccezione per la vigilia di Capodanno, la cui chiusura è prevista per le ore 20:00.

Potrete scegliere l’imbarcazione più adatta alle vostre esigenze. Grazie ai numerosi partner dell’evento, avrete soltanto l’imbarazzo della scelta. Le compagnie nautiche che propongono tour in battello ufficiali, sono facilmente riconoscibili dalla loro bandiera “Official Partner”.

imbarcazione confortevoli e prezzi a 24.50€ a persona. Le corse sono attive dalle 17:00 alle 22:20, con una frequenza di 20′. Per prenotare il tuo festival vai qua.

Anne Frank: vita e testimonianza.

Costretta a nascondersi in un appartamento segreto di Amsterdam, la piccola Anne ha scritto il diario che è diventato una delle testimonianze più toccanti sulla tragedia delle persecuzioni naziste.

Anne Frank era una bambina vivace e curiosa che sognava di diventare una scrittrice. I suoi sogni però vennero brutalmente infranti dalla Storia, quella con la “s” maiuscola, quando la barbaria nazista si abbatté su tutta l’Europa, divorando vite, anime, idee e speranze.

Anne infatti era ebrea e per questa “colpa” dovette nascondersi in un appartamento nascosto dietro l’armadio insieme alla sua famiglia, escludendosi da quel mondo brulicante di accadimenti che tanto le piaceva osservare.

Come tanti in quegli anni bui, Anne venne raggiunta dalla malvagità nazista e svanì in uno dei terribili campi di concentramento con cui Hitler voleva spazzare via i popoli che riteneva inferiori.

La sua storia però non morì con lei. Nei duri mesi della clandestinità infatti, la giovane scrisse un diario in cui riversò tutta la sua voglia di vivere e raccontare il mondo circostante. Quel diario è giunto fino a noi ed ora è un simbolo immortale di testimonianza di quello passato alla Storia come Olocausto.

LA VITA DI ANNA FRANK: I PRIMI ANNI

Il 12 giugno 1929 la piccola Anne (Anna, in molte edizioni “italianizzate”) veniva alla luce nella città tedesca di Francoforte sul Meno da Otto ed Edith Frank. Il padre Otto, imprenditore di successo, venne però messo in difficoltà dalla crisi finanziaria globale che aveva messo in ginocchio l’intera Germania.

In questo clima di paura e incertezza, un ex-caporale austriaco chiamato Adolf Hitler riuscì a cavalcare il malcontento incolpando gli ebrei del tracollo del Paese, salendo al potere nel 1933.

Quasi immediatamente cominciarono violenze e intimidazioni nei confronti delle famiglie ebraiche. I Frank fecero però il possibile per preservare la serenità di Anne e Margot, la sorella maggiore. Cosi facendo quasi non si accorsero dell’odio dilagante nei confronti della loro “razza”, come la definiva la propaganda nazista.

L’aria si fece sempre più pesante e il previdente Otto accettò un lavoro ad Amsterdam mettendosi all’opera per farsi raggiungere in Olanda dalla famiglia.

Fù nel dicembre del 1933 che mamma Edith, Anne e Margot lasciarono la Germania.

IN OLANDA

IN OLANDA

Ad Amsterdam i Frank ritrovarono un po’ di tranquillità. Otto dirigeva la filiale di un’azienda olandese e le due bambine frequentavano la scuola come le loro coetanee. Entrambi i genitori erano molto attenti all’educazione delle figlie. Lo stesso Otto in Germania possedeva una nutrita biblioteca che aveva sempre attratto l’interesse di Anne. Da sempre circondata da libri imparò presto la lingua locale e a trascrivere su fogli tutto quello che le passava per la mente.

Nel 1939 però Hitler attaccò la Polonia dando inizio alla Seconda Guerra Mondiale e gli animi tornarono ad agitarsi. L’Olanda infatti si era dichiarata neutrale nel conflitto, ma i Paesi Bassi si trovavano proprio sul percorso tracciato dai generali tedeschi per attaccare la Francia e in molti temevano l’invasione.

Nel maggio del 1940 le truppe tedesche occuparono Amsterdam e i Frank si ritrovarono nuovamente a vivere in un Paese antisemita dove gli ebrei non erano ben accetti.

LA CLANDESTINITÀ

Con l’arrivo dei nazisti, la situazione per gli ebrei olandesi precipitò rapidamente.

Di colpo Anne e Margot non poterono tornare in classe e frequentare i nuovi amici. Papà Otto aprì un’attività nel campo di sali e spezie ma ebbe grosse difficoltà poiché le leggi razziali impedivano agli ebrei di gestire qualsiasi azienda.

Negli anni successivi arresti e violenze divennero episodi all’ordine del giorno. Il padre di Anne – che ancora una volta aveva subodorato il pericolo – cominciò ad allestire un rifugio nel retro della sua ditta in strada Prinsengracht 263. Un indirizzo destinato a diventare tristemente famoso.

Il 5 luglio del 1942 infatti una lettera giunse a casa dei Frank. La figlia maggiore Margoth era stata convocata dalle autorità per essere trasferita verso un campo di lavoro e se avesse rifiutato tutta la famiglia sarebbe stata arrestata. Fu così che i Frank si nascosero di fretta e furia nell’appartamento segreto celato dietro una libreria scorrevole.

LA CASA SUL RETRO

La fuga fù uno shock per Anne che trovò però conforto in un quadernetto regalatogli per il compleanno qualche settimana prima dell’arrivo della fatidica lettera. La giovane cominciò così a scrivere il suo Diario raccontando la difficile vita nella “casa sul retro” (così chiamata dalla stessa autrice in erba) e le continue emozioni dovute ad una situazione così strana e surreale.

Nell’appartamento di Prinsengracht infatti non vivevano solo Anne e i suoi. I Frank condividevano la clandestinità con i Van Pels e il dentista Fritz Pfeffer, che divideva la stanza con Anne non essendo per questo gradito dalla ragazzina..

In tutto i coinquilini erano otto, costretti in poco più di 50 mq. Di giorno tutti dovevano stare attenti a non fare alcun rumore per non insospettire vicini e gli operai che lavoravano dall’altra parte delle mura. Come si può ben immaginare, l’atmosfera era tesa e i litigi – come Anna non ha mancato di narrare nel Diario – erano piuttosto comuni.

L’unico contatto con l’esterno era rappresentato da pochi amici fidati che recavano ai reclusi viveri e notizie dal mondo. Questi coraggiosi che rischiarono la loro vita per aiutare i clandestini erano la segretaria di Otto, Miep GiesJan GiesVictor KuglerJohannes KleimanElisabeth “Bep” van Wijk-Voskuijl e Johannes Kleiman.

LA CATTURA

Anne Frank e i suoi compagni di sventura vissero per quasi due anni nella casa dietro alla libreria. Il 4 agosto 1944 un ignoto delatore rivelò ai nazisti il nascondiglio . Vennero tutti arrestati e immediatamente deportati.

I soldati misero a soqquadro l’edificio ma una volta che se ne furono andati, Miep Gies riuscì a introdursi nell’appartamento e recuperò i fogli scritti da Anne. Dopo la guerra diventeranno il celebre Diario.

PRIGIONIA E DECESSO

I Frank e i Van Pels vennero spediti ad Auschwitz e da lì furono separati. I genitori rimasero nel campo (dove Edith morì nel gennaio 1945), Anna e Margot furono inviate a Bergen Belsen nel novembre 1944. Qui entrambe contrassero il tifo esantematico per le disperate condizioni di vita e perirono nel febbraio del 1945.

Solo Otto Frank sopravvisse alla guerra. Quando tornò a casa scoprì che la famiglia fù sterminata e Miep Gies gli consegnò ciò che aveva salvato dal giorno dell’arresto.  Nel 1947 Otto Frank diede alle stampe la prima versione del Diario intitolato “La casa sul retro”. 

Quando è stata legalizzata la cannabis in Olanda?

L’Olanda viene da sempre stimata ed apprezzata a livello intercontinentale per la sua politica di tolleranza nei confronti delle droghe leggere, in particolare nei confronti della marijuana light e non.

Nella legislazione dei Paesi Bassi, infatti, esiste una marcata differenza tra sostanze definite come droghe leggere e le cosiddette droghe pesanti, ovvero sostante altamente nocive in grado di creare una seria dipendenza psicofisica nell’individuo.

Negli ultimi anni abbiamo assistito alla conversione di numerosi paesi verso un modello maggiormente tollerante nei confronti di sostanze come la marijuana e i suoi derivati: hashish, infiorescenze, fibre e semi sono ad oggi legali in moltissimi stati come l’Uruguay, il Canada, in ben 30 paesi degli Stati Uniti e, infine, nella stessa Olanda.

Ma come viene gestito e regolamentato il consumo di Cannabis in Olanda?

La distinzione presente all’interno della legislatura olandese pone, come abbiamo accennato, una grande distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti basata sull’effettivo tasso di tossicità e pericolosità per l’uomo.

Per questo la marijuana e i suoi derivati vengono tranquillamente rivenduti in negozi specifici, detti “Coffee Shop” all’interno dei quali è possibile consumare ed acquistare liberamente non più di 5 grammi a persona di una delle molteplici varietà di cannabis presenti.

Benché ciò possa risultare eccessivo, è bene specificare che la sola azione legale è il consumo, e non la produzione o la commercializzazione (se non nei Coffe shop).

Infatti non è mai stato legale consumare prodotti a base di cannabis al di fuori dei luoghi specializzati e ne è proibita la coltivazione anche per puro scopo personale.

Questa politica definita della “tolleranza” ha provocato notevoli reazioni tra i Paesi europei e non solo, in quanto la maggior parte di essi ha sempre attuato una politica di tipo proibizionista nei confronti di questa pianta dal potenziale ancora ignoto.

Lo scopo della politica olandese infatti, non è assolutamente quello di incentivare e promuovere l’utilizzo di droghe, sia leggere che pesanti, all’interno della popolazione; al contrario: lo scopo è quello di controllarlo e ridurlo.

Il successo della politica tollerante in Olanda

Questo approccio innovativo mostra tutto il suo successo nei dati che annualmente vengono raccolti al fine di registrare il numero di individui definiti ” tossicodipendenti” in relazione al consumo e alla commercializzazione di prodotti come la marijuana.

Stando a quando riportato nell’ultimo anno, l’Olanda si riconferma come il Paese con il più basso numero di consumatori di cannabis, sia occasionali che abituali, in tutto il territorio europeo.

Si trova dunque dietro a chi, legalmente parlando, non ha ancora regolamentato l’utilizzo di tale sostanza.

A discapito di quanto si possa pensare, i Paesi in cui l’utilizzo della marijuana a scopo ricreativo è vietato sono in testa in questo senso: al primo posto l’Italia, con a seguito Francia, Spagna e Regno Unito.

Per non parlare del Bangladesh, in cui la marijuana è ampiamente (ed illegalmente) diffusa.

In questo modo l’Olanda vuole dimostrare come attraverso un sistema più tollerante ed informato nei confronti dei reali effetti delle droghe leggere si possa agire direttamente, senza sprecare risorse e tempo, nella penalizzazione delle droghe pesanti e nell’aiuto concreto per tutte le persone che rientrano nella categoria dei tossicodipendenti.

Inutile dire come questa politica abbia attratto non solo gli abitanti dei Paesi vicini: i cittadini dell’intero emisfero si recano annualmente in Olanda per sperimentare in prima persona questa politica basata sull’informazione, prevenzione e soprattutto controllo delle droghe leggere.

Non stupisce quindi che città come Amsterdam, Rotterdam e ancora Utrecht siano giornalmente assaltate da turisti desiderosi di vivere in prima persona ciò che la città ha loro da offrire.

In Olanda si può consumare marijuana al di fuori dei Coffee Shop?

Per quanto riguarda le disposizioni in materia di possesso ed uso al di fuori dei Coffee Shop, esso è severamente vietato e perseguibile a livello legale se caratterizzato da un quantitativo di marijuana superiore a 5 grammi.

La violazione comporta gravi provvedimenti legali nei confronti di chi decide arbitrariamente di rivenderla o consumarla al di fuori dei siti appositi.

In questo modo si desidera garantire alla popolazione un utilizzo corretto e controllato della sostanza ma soprattutto di poter effettivamente circoscrivere i posti in cui l’utilizzo è legalmente consentito.

Gli effetti di tale approccio mostrano però chesolo il 5% circa della popolazione olandese fa effettivamente un utilizzo occasionale di tali sostanze, confutando le teorie secondo cui un approccio meno proibizionista porterebbe ad un incremento dell’utilizzo specialmente nei soggetti più giovani.

È quindi legale vendere marijuana in Olanda e consegnarla a domicilio?

Assolutamente no.

La legislazione olandese prevede pene molto severe nei confronti di atti quali la vendita, la detenzione, il commercio e la produzione di tutte le droghe, incluse le marijuana e i suoi derivati.

Anche la consegna a domicilio di cannabis è proibita.

L’unica azione non perseguibile per legge è il consumo: nel momento in cui si procede con un controllo da parte delle forze dell’ordine, l’individuo può non subire alcun tipo di pena se si accerta l’esclusivo utilizzo e vengono scongiurate finalità quali il commercio improprio, la vendita o più semplicemente la detenzione di quantità al di sopra dei massimi consentiti.

La cannabis è quindi entrata definitivamente a far parte della vita di tutti i cittadini olandesi, al pari di sostanze quali alcool o sigarette che ad oggi vengono considerate maggiormente dannose e potenzialmente molto più pericolose della marijuana stessa.

Attraverso questo sistema è possibile notare come un approccio più aperto, meno restrittivo e più indirizzato all’ascolto delle reali problematiche legale alla tossicodipendenza e all’utilizzo di droghe pensati sia notevolmente più fruttuoso, in quanto permette di concentrarsi attivamente sull’utilizzo da parte della popolazione di sostanze pericolose e dannose per l’essere umano.

Come il modello olandese scongiura il passaggio alle droghe pesanti

Una delle accuse più frequenti nei confronti di questo modello di tolleranza nei confronti delle droghe leggere è stato quello di facilitare il passaggio dalle sostanze come marijuana, cannabis e derivati, sino ad arrivare al consumo di droghe pesanti (cocaina, eroina ecc).

Ma in realtà questa accusa è tutt’altro che veritiera.

L’intento della politica olandese è infatti quello di introdurre, all’interno del proprio Stato, un modello inclusivo nei confronti delle diverse realtà e soprattutto delle dinamiche coinvolte nell’insorgere di disturbi quali la tossicodipendenza.

Per tal motivo gli studenti vengono educati sin da subito attraverso corsi e lezioni di approfondimento in merito al riconoscimento delle diverse sostanze, dei loro rischi e soprattutto della loro pericolosità.

Limiti e restrizioni per il possesso di cannabis in Olanda

Essendo una sostanza considerata come droga leggera, un individuo può possedere sino a 30 grammi se ad uso personale e non incorrere in alcun provvedimento, commettendo esclusivamente un’infrazione.

I locali specializzati, i Coffee Shop, sono autorizzati alla vendita di una quantità massima pari a 5 grammi ad individuo e possono contenere, all’interno della scorta del locale, non più di 500 grammi.

La coltivazione di cannabis all’interno del suolo olandese è rigidamente disciplinata.

In Olanda ciascun individuo può coltivare un numero limitato di 5 piante se provvisto di adeguata autorizzazione e prescrizione medica. In caso contrario la coltivazione è severamente punita anche e soprattutto al fine di scongiurare l’eventuale creazione di traffici illeciti legati al consumo di cannabis.

A quanto detto agli inizi del 2019 infatti, il governo avrebbe l’intenzione di regolamentare ulteriormente la coltivazione di cannabis da parte degli agricoltori locali per consentire una corretta collaborazione ed evitare la comparsa di traffici illeciti.

La cannabis in Olanda ad uso medico

Nel campo medico, la marijuana viene utilizzata in Olanda da alcuni anni e viene trattata al pari di qualsiasi altro farmaco a disposizione.

Per ottenerla è quindi necessario essere in possesso dell’adeguata prescrizione medica fornita dal proprio dottore, il quale ne indicherà anche le dosi e la cadenza giornaliera o settimanale.

Essendo a tutti gli effetti un farmaco la sua coltivazione, produzione e somministrazione vengono severamente controllati secondo precisi di criteri di standard e qualità.

Ad oggi sono moltissime le applicazioni dei suoi principi attivi a livello medico, in particolar modo nei confronti del trattamento di sintomi legati a:

  • sedute di chemioterapia
  • anoressia
  • epilessia
  • patologie dell’apparato scheletrico
  • insonnia ed altre patologie psichiche.

Olanda, cannabis e il “turismo della droga”

Sono indubbiamente tanti i turisti che ogni anno si recano in Olanda per sperimentare egodere delle tolleranti politiche in merito al consumo di cannabis.

Al contrario di ciò che si potrebbe pensare però, le motivazioni che spingono milioni di persone l’anno a recarsi nel territorio olandese sono diverse ed il consumo di cannabis rappresenta esclusivamente una piccola parte dell’ampio spettro di ragioni che rendono l’Olanda una meta unica ed indimenticabile.

La cultura sul controllo delle droghe leggere è oramai parte integrante della cultura locale; a conferma di questo infatti, più della metà della popolazione afferma di non esser mai entrato in un coffee shop e più dei due terzi di non aver consumato mai cannabis abitualmente nel corso della propria vita.